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ELEZIONI EUROPEE 2014/ Mauro: elezioni perdenti, Renzi si è "rottamato" da solo

MARIO MAURO e l'impasse in cui è caduta l'Italia (e la politica italiana). Come uscirne, fin da domenica 25 maggio? Proponendo una nuova cultura che parta dai diritti della persona

Mario Mauro (Infophoto) Mario Mauro (Infophoto)

È preoccupato l'ex ministro della Difesa, Mario Mauro, alla vigilia del risultato delle elezioni europee. Ma la preoccupazione non si traduce in rassegnazione o rinuncia. Nel corso di una conversazione telefonica con ilsussidiario.net, Mauro parla di un impegno per “una lunga marcia”, di una “sfida generazionale”, di “nuovo pensiero politico” da fondare, da divulgare, da porre in alternativa con lo schema di una ripetizione del provinciale “bipartitismo imperfetto” italiano, che questa volta si ridurrebbe a una contrapposizione tra “sistema e antisistema”.

Andiamo con ordine. Senatore Mauro, non le sembra che i toni finali di questa campagna elettorale si siano rivolti soprattutto al “cortile di casa” e non abbiamo invece avuto, come era doveroso, la visione di una politica europea?

Devo dire che sono di ritorno dall'Ucraina, dove non si sta svolgendo una “guerra civile”, come si favoleggia da queste parti, ma è ormai in corso una guerra. E dove purtroppo si intravede un durissimo braccio di ferro tra la Russia e gli Stati Uniti. Potrei fornire i particolari di quello che accadendo e di quello che si vede. Ecco, proprio guardando la situazione dell'Ucraina, mi chiedo se in Italia, ma anche in Europa, ci sia la consapevolezza di quello che sta accadendo. Che cosa altro occorre all'Italia e all'Europa per avere questa consapevolezza, per comprendere che l'Europa è l'unica realtà dove si possa trovare un senso compiuto a politica e democrazia? E invece qui si continua a parlare del “cortile di casa”, oppure ci si mette in fila per dire che si andrà a Bruxelles ad andare a battere i pugni sul tavolo per soluzioni e scelte alla fine contraddittorie. Quel tavolo alla fine, se si va avanti in questo modo, si sfascerà.

Come giudica questo dibattito italiano che ha potuto ascoltare in queste ultime battute di campagna elettorale?

È un dibattito perdente, limitato. Un dibattito rinunciatario, che non si pone neppure l'ambizione di guidare l'Europa verso il ruolo decisivo che può avere, quello appunto di dare un senso alla politica e alla democrazia. Si continua parlare di altro, in modo quasi grottesco, come quando ci si pone la domanda se uscire o restare nell'euro, forse dimenticando che il 70 percento dell'export italiano si realizza nell'Eurozona. Ma dove si finisce in questo modo?

Lei è l'anima di un nuovo gruppo, “Popolari per l'Italia” e avrebbe voluto costituire con altri gruppi di centro una Coalizione popolare, ma al momento questa operazione non è riuscita. Nel frattempo, l'attenzione mediatica si è concentrata sui “tre caballeros” che venerdì sera hanno tenuto banco sugli schermi televisivi. Matteo Renzi, Beppe Grillo e Silvio Berlusconi.


COMMENTI
25/05/2014 - Forza Mauro! Siamo in tanti a dirtelo. (Luigi PATRINI)

Breve ma efficace la sintesi di Mauro, come la sua proposta e la sua “posizione umana”. Mauro ha capito prima di altri il fallimento del berlusconismo, come ha capito che certe posizioni dell’ex PdL erano motivate da personalismi, come dimostrano le fughe da Berlusconi in concomitanza con il tentativo del Cav – poi rientrato in extremis - di far cadere il Governo Letta. L’UDC ha iniziato da tempo a distaccarsi da Berlusconi, ma ha fatto degli errori per mancanza di coraggio e per la debolezza della sua leadership. Mauro può avere la stoffa del leader se saprà far capire che la costruzione di un nuovo Centro-destra deve essere una realtà davvero “nuova”: il NCD ha sbagliato nel tentare di annettere UDC e Popolari; ha voluto imporre sul simbolo il nome del suo leader Alfano, come se gli altri gruppi fossero marginali. Speriamo che la lezione dei risultati elettorali aiuti a capire la gravità di questo errore. Vogliamo una politica inclusiva e che nasca dal basso: Mauro potrà e dovrà ora lavorare molto per mettere insieme queste realtà, per dare loro una organicità che ora non si vede. Persone disponibili ne verranno fuori, forza Mauro, abbi il coraggio di dare una sferzata, garbata ma significativa! Vogliamo in tanti, anche nel PD, ormai prossimo all’implosione e votato da molti solo per antigrillismo, una Politica seria, misurata e attenta ai problemi della comunità: abbiamo una cultura bi-millenaria che ci rende particolarmente attenti al Bene Comune!

 
25/05/2014 - Ricominciamo, per favore (massimo sasso)

Io sento veramente il bisogno di un luogo in cui si possa ritornare ad imparare come lavorare per quel "bene comune" che ormai mi vergogno a citare, perché sbandierato a sproposito ed in ogni salsa da tutti. Ricominciamo sul serio, per favore, un lavoro. Cito un pannello che campeggia nella mia scuola: "Lo scopo dell’insegnamento, lo scopo della scuola, lo scopo della disciplina non può` limitarsi ad essere che il ragazzo esca fuori “sapendo delle cose”, avendo imparato delle cose in più`, ma bisogna che lui riceva un testimone, che incominci a percepire, poco o tanto, ma realmente di essere protagonista, di entrare in un cammino, che le cose che ha imparato, cioè`, diventino sue, entrino a far parte del suo sguardo sul mondo. Questo implica, va insieme alla capacità di far fatica." Io sono disposto a far fatica, ma ricostruiamo questo luogo!!!

 
25/05/2014 - È veramente indispensabile ricominciare (massimo sasso)

Dal dibattito di questa velocissima tornata elettorale non è emerso alcunché che potesse realmente far appassionare. La sfida che era partita con il 150' dell'Unità d'Italia (150 anni di sussidiarietà) e che era stata rilanciata l'anno scorso (Sinfonia dal nuovo mondo, per citare le due bellissime mostre del Meeting) mi aveva aperto il cuore e la mente verso una nuova possibilità concreta di assunzione di responsabilità, fuori dalle logiche personalistiche dei 'soliti noti', è miseramente naufragata verso l'emergenza di 'nuovi noti'. Tutto è cambiato per non cambiare niente. In tutto ciò continuo a ritenere che il manifesto per l'Europa che l'on. Mauro lanciò nel 2011 sia un terreno di confronto che meriti tutto il nostro impegno. A urne ancora chiuse, ricominciamo, per favore! Non posso rassegnarmi a dare tutto per perso, dietro ad una ovina sequela al non senso di vecchi esausti personaggi che avendo fatto da tempo il loro tempo, pervicacemente continuano a pretendere di determinare il nostro.

 
25/05/2014 - si riparte dal popolo (vincenzo ioculano)

Io credo che il senatore Mauro deve cominciare a girare l'Italia in lungo e in largo e incoraggiare quelle poche piccole realtà popolari che crescano.Qualche piccola realtà come Presenza Popolare che Mauro conosce,ma ci sono tante altre piccole realtà ma grandi nelle proposte. Non lasciamoci travolgere dal nulla.

 
25/05/2014 - Davvero raro! (ROBERTO PELLEGATTA)

Mantenere fede ad un impegno politico senza essere sudditi di nessuno. Aver preso le distanze dalla decadenza berlusconiana quando era indispensabile per la nazione e quando non c'era ancora nulla di personale o di posizioni acquisite da difendere. Oltre ai contenuti, anche questo in politica è davvero raro. Se tanti altri politici navigati nel centro destra avesso il coraggio (e l'umiltà...) di posizioni attente alle esigenze comuni e non l'attenzione a piazzare bandierine nei territori, forse una proposta popolare e di libertà potrebbe riprendere! Grazie Mauro.

 
25/05/2014 - L’Articolo 2 (Giuseppe Crippa)

“La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale” Questo “riconosce” implica che le persone con le loro ragioni – non uso la parola diritti che è stata ultimamente strumentalizzata da troppi - e che le formazioni sociali nella quali le persone vivono e cercano di realizzarsi (la famiglia, per cominciare) vengono prima della stesse istituzioni repubblicane (comune, provincia, regione, Stato) ed ovviamente dell’Europa. Davvero raro trovare un politico che se ne ricordi!