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ELEZIONI EUROPEE 2014/ Renzi, il "fuoco amico" fa più male di Beppe Grillo

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Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

Ma che vi sia la concreta possibilità di una terza ipotesi, quella del sorpasso grillino sul filo di lana, lo dicono i toni sempre più alti degli ultimi giorni di campagna elettorale non solo del premier, ma anche di Berlusconi. Vorrebbe dire che la staffetta con Letta non è servita a nulla. La situazione diventerebbe incandescente, tanto sul piano interno (al Pd), quanto su quello esterno. Renzi ha ricordato che per il governo non cambia nulla con le europee, ma viene da chiedersi quanto potrebbe reggere un quadro politico con Grillo che invoca le dimissioni di Napolitano e immediate elezioni, e magari anche Forza Italia in ginocchio. È fin troppo facile immaginare che la prima vittima di questo stato di cose sarebbe la riforma della legge elettorale, l'Italicum, perché la prospettiva di un Grillo al ballottaggio (che avrebbe discrete probabilità di vittoria, potendo attirare i voti dei moderati assai più del Pd), consiglierebbe democratici e azzurri di puntare tutto sul Consultellum.

Elezioni anticipate in autunno (o in primavera, visto il probabile niet di Napolitano in nome del semestre europeo) con il sistema proporzionale sarebbero a quel punto uno scenario plausibile. Le reclama Grillo, ma sarebbero anche l'ultima carta per Berlusconi per essere ancora determinante, puntando a una grande coalizione dopo il voto con i democratici in nome della salvezza delle democrazia. Pure Renzi avrebbe qualcosa da guadagnarci, perché potrebbe eliminare gran parte dell'opposizione interna dai gruppi parlamentari, potendo contare su molti amministratori locali che potrebbero fare il pieno di preferenze. 

L'ordine d'arrivo delle europee, insomma, deciderà le sorti della legislatura.

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