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ELEZIONI/ Sapelli: Renzi, la vittoria del cattolicesimo democratico

Pubblicazione:martedì 27 maggio 2014

Matteo Renzi e Angela Merkel (Infophoto) Matteo Renzi e Angela Merkel (Infophoto)

Ma veniamo in Europa. E qui naturalmente spicca la straordinaria affermazione della Le Pen. Se si legge bene il suo programma, se si studiano i profili dei suoi candidati come ha fatto bene la stampa francese, che in Italia non legge nessuno perché tutti sanno solo la lingua di Topolino, si vedrà che Marine ha continuato nella linea che aveva inaugurato nelle recenti elezioni amministrative: forti valori nazionali, sia nella politica economica che nell’immigrazione, basta con l’antisemitismo e il razzismo. Paradossalmente sono gli stessi nuovi valori del povero Hollande, che è ben interpretato dalle fantastiche caricature che gli dedica il “Canard Enchainè”, con la recente conferma del ministro Montebourg all’economia, che invoca il ritorno alla Regie Nationale, e la nomina del nuovo primo ministro Valls che ha la faccia e il manganello duro verso immigrati e delinquenti. Naturalmente gli elettori, soprattutto sulle questioni della sicurezza e dell’immigrazione, hanno preferito la Le Pen a Valls. Il crollo dei post-gaullisti non si attendeva. Ma tutto dovrà essere ripensato rispetto alle prossime elezioni politiche con il loro famoso doppio turno che ridarà tanto ai socialisti quanto ai neogaullisti e forse ance ai neocentristi, nuove speranze.

In ogni caso la vittoria della Le Pen è l’evento più significativo che si spiega con le ampie, forti solide radici che la destra francese ha e che ha saputo esprimere in contrasto con la tradizione socialista e poi comunista nei momenti topici della storia francese. Il problema oggi in Francia è che a far cultura è rimasta solo la destra e questo, come è noto a pochi, è importante perché tra le culture alta e bassa c’è sempre stato un rapporto e il popolo, la povera gente, è sempre stata influenzata da questo rapporto molto più di quanto i radical-chic sinistrorsi non abbiano compreso, perché non hanno mai letto Vincenzo Cuoco. Oggi semmai si dedicano alle rubriche degli chef, ma è un’altra cosa.

Gli stolidi commentatori televisivi partono dal trionfo della Le Pen per dire che non esiste più l’asse franco-tedesco. Pobrecitos que no comprenden nada, dico io. Un altro asse franco-tedesco molto più importante per le sorti del mondo si sta formando giù, sulle sponde dell’alto Niger, nel cuore dell’Africa nera, dove Francia e Germania continuano a essere ben decisi a combattere uniti la presenza cinese. La Spagna ha fatto risaltare solo una buona vittoria del partito degli indignados con il ridimensionamento dei partiti popolare e socialista, ma senza gravi ripercussioni. Segnalerei piuttosto in Catalogna la vittoria della sinistra contro Convergencia y Uniòn, partito nazionalista di centrodestra, il che fa presagire una rotta indipendentista ben diversa da quella preconizzata da Mas e amici. Nel resto d’Europa le destre hanno avuto una grande affermazione in Olanda, in Austria e in Ungheria, qui addirittura con un partito dichiaratamente antisemita e nazista. E la stessa cosa è accaduta nei paesi scandinavi.

Chi conosce la storia della destra europea non si stupisce di ciò, perché sa che dove storicamente è mancata una sinistra socialista e comunista forte e ben radicata la destra ha sempre cavalcato le praterie in questi paesi facendo venire i brividi a coloro che credono nella persona. Sottolineo che l’unico Paese dove ciò non è avvenuto è la Svezia, dove i socialdemocratici sono ritornati al potere con un programma socialista d’antico regime, si potrebbe dire, ossia welfaristico, deficit spending, neocomunitario ma anche neostatalista, antideflazionista, antiliberista, il che prova che quando il socialismo ritorna a rappresentare la povera gente, non solo vince, ma la povera gente non esprime il peggio di sé come i neonazisti e i neofascisti ma il meglio di sé, come è incarnato dai valori popolari cristiani e socialisti.


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COMMENTI
27/05/2014 - Cosa c'entra papa Francesco? (Maria Eva Virga)

Mi sfugge del tutto come possa essere infilato papa Francesco in quest'analisi politica.

 
27/05/2014 - commento (francesco taddei)

tutto cambia per rimanere tutto uguale. il prof sapelli torna di sinistra, francia-germania tornano padroni di quella cosa creata a loro uso e consumo chiamata europa e "ahi serva italia..." come piace a sapelli, ai moderati e a preti. l'italiano conosce solo la lingua di topolino perché tra giornalisti,economisti e professoroni la nostra bella lingua piace così poco da cambiarla ogni tre parole con inflessioni straniere che fanno tanto cuul invece sono solo parole di gente senza identità. cattolicesimo democratico? andiamo per favore a studiare i benedettini, i loro metodi e la loro disciplina.