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SCENARI/ Renzi, Napolitano e gli "Stati Uniti d'Europa"

Pubblicazione:mercoledì 28 maggio 2014

Giorgio Napolitano (Infophoto) Giorgio Napolitano (Infophoto)

Meno utile sarebbe invece accettare un presidente del Parlamento europeo oppure un semplice commissario benché di peso (si ventilava il portafoglio del commercio o dell’industria con la solita carica di vicepresidente) a fronte di vaghe promesse di “ammorbidimento” del rigore.

Considerata la debacle della Francia di Hollande, credo che l’Italia possa, e debba, aspirare con fierezza a prenderne il posto nel ruolo di contraltare della Germania in Europa (e di interlocutore privilegiato di Usa, Russia e Cina). Se ciò si avverasse, allora sarebbe vero che Renzi “cambia verso all’Europa”. Ciò sarebbe vero anche nelle sue direttrici geopolitiche che dalla guerra in Jugoslavia (1991) sono state ipotecate solo dagli interessi economici tedeschi.

In questo quadro, se il Parlamento europeo non vorrà autoconfinarsi alla totale irrilevanza, sarà necessario che i gruppi “europeisti” costruiscano alleanze e compromessi per presentare ai governi un solo candidato presidente della Commissione che possa essere designato dal Consiglio e che goda del consenso politico necessario per essere nominato con voto dal Parlamento. Ci si ricordi che il Parlamento potrà solo approvare o bocciare il candidato espresso dal Consiglio.

Si tratta dell’ultima chiamata perché esista una democrazia europea in grado di funzionare. Se i parlamentari europei non vorranno o non sapranno agire politicamente è prevedibile che l’Unione europea diventi per necessità sempre più inter-governativa, con un possibile grave danno all’insieme del progetto europeo.

Con la probabile fuoriuscita del Regno Unito e un ridimensionamento tedesco e francese (si è rotto l’asse) - un fatto di portata epocale nella breve storia dell’Unione - un’iniziativa dell’Italia potrebbe far sorgere gli “Stati Uniti d’Europa”, una vera e compiuta unione politica, sociale ed economica. Ciò sarebbe una svolta con effetti mondiali che non deve essere sacrificata da mediocri interessi personalistici e di appartenenza politica. È l’ora di pensare in grande con prospettive a medio e lungo termine. Fermarsi a una risposta tattica su lavoro e crescita potrebbe esserci fatale!



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
11/05/2015 - commento (francesco taddei)

NO al superstato europeo! W le Nazioni! popoli svegliatevi e riprendetevi la sovranità! italiani ed europei distruttori della tradizione!

 
28/05/2014 - Speriamo che.... (Alberto Pennati)

...al presidente della Repubblica ed al suo partito di origine (sin dai tempi del Patto di Varsavia), che ha trasferito l'incarico dl capo dell'Esecutivo da un componente pd ad un altro, non cerchi di inventarsi qualcosa in qualche colloquio con l'attuale premier per andare ad elezioni politiche anticipate. Chissà!