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Politica

SCENARIO/ Folli: anche la Merkel ha bisogno di Renzi

Matteo Renzi e Angela Merkel (Infophoto)Matteo Renzi e Angela Merkel (Infophoto)

Il risultato francese non è sorprendente, è inquietante. Questa è la pura e semplice realtà. Oggi la Francia è la spina nel fianco dell'Unione europea. Inutile girare intorno ai paragoni. In Francia ha vinto un partito di estrema destra, nazionalista, che vuole uscire dall'Europa. E Parigi, intendiamoci bene, è il cuore dell'Europa. Non si possono fare paragoni con il successo degli euroscettici britannici, quelli di Nigel Farage. Quella è un'altra storia, in un Paese dove poi esiste ancora la sterlina. La Francia è un'altra cosa, è decisiva per le sorti dell'Europa. Ora si discute se Marine Le Pen può ripetere lo stesso risultato alle elezioni francesi, ma intanto questa sventagliata anti-Europa, che ha, di fatto, umiliato i socialisti di Hollande è lì davanti agli occhi di tutti. Ed è difficile comprendere quello che può veramente accadere in futuro.

 

Ritorniamo all'Italia, Folli. Che peso può avere sul futuro del Movimento 5 Stelle, questa sconfitta? Si può pensare ancora a un suo radicamento nella realtà italiana come partito?

Non mi sembra ipotizzabile o possibile. Il M5S resta un movimento carismatico e il destino di questi movimenti è quello di vivere a fiammate. Grillo tiene sempre il piede sull'acceleratore, ma questa volta ha sbandato e tutto il suo movimento ne subirà le conseguenze. Non sarà un processo breve, ma io credo che non sarà nemmeno molto lungo. La formazione di gruppi parlamentari dissidenti dal movimento comincerà presto. Nella sconfitta di Grillo pesa questa escalation di destabilizzazione, fino alla promessa dei processi popolari, che lo ha portato a un sorta di ultima frontiera giustizialista. Sono state mosse sbagliate, che non piacciono agli italiani e che non corrispondono alle loro attuali esigenze principali, come quella della ripresa economica.

 

E la crisi, la questione economica, resta sempre il nocciolo della questione per tutti. Il problema è che anche Mario Draghi, presidente della Bce, è preoccupato.

Non c'è dubbio che la crisi sia la questione principale. Tutte le incognite di carattere politico e sociale sono legate a questo problema: come uscire da questa crisi. Possiamo solo analizzare quello che ci suggerisce il voto di questa tornata elettorale, poi si devono fare necessariamente i conti con la crisi che avrà ancora lunghe ripercussioni.



(Gianluigi Da Rold) 

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COMMENTI
28/05/2014 - E di cosa abbiamo bisogno noi? (claudia mazzola)

Per mio marito micro imprenditore, non è ancora cambiato nulla con Renzi, anzi sì: devo stringergli tutti i pantaloni perchè è dimagrito a forza di correre per procurarsi lavoro.