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SCENARIO/ Folli: anche la Merkel ha bisogno di Renzi

Pubblicazione:mercoledì 28 maggio 2014 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 28 maggio 2014, 8.59

Matteo Renzi e Angela Merkel (Infophoto) Matteo Renzi e Angela Merkel (Infophoto)

Stefano Folli, editorialista de Il Sole24Ore, ex direttore del Corriere della Sera, ha il realismo e la lucidità del grande analista politico, che sa interpretare i momenti dei grandi passaggi storici. Con un pizzico d'ironia, Folli ricorda Hegel, “tutto ciò che è reale è razionale”, ed evita le schematizzazioni che si leggono e si ascoltano nel mondo della comunicazione. Porsi il problema se Renzi sia di sinistra, se corrisponda a quel mondo di cui ormai si sente un'eco lontana anche nel Partito democratico, non sembra avere molto senso. In realtà, il voto a Matteo Renzi rappresenta la domanda di una “stabilità dinamica” della società italiana.

 

Proviamo ad analizzare questo massiccio voto che è andato al presidente del Consiglio.

Il problema non è poi tanto complesso. In una situazione come quella italiana, Renzi si colloca come un riformista dinamico e questa parte l'ha giocata bene. Da un lato ha bloccato e battuto quello che si collocava come il partito del “tutti a casa”, dei “processi popolari”, dell'antisistema, di Beppe Grillo, dall'altra parte ha ereditato il consenso ampio di un'Italia che vuole stabilità e nello stesso tempo vuole cambiare. Basta guardare dove è andato a prendere i voti, dove ha vinto largamente come nel Nord Est, tra le partite Iva per fare qualche esempio. E nel perseguire questa linea batte i pugni anche in casa sua, nel Pd.

 

E' come se avesse messo il punto finale alla storia della vecchia sinistra italiana.

Questo certamente, anche perché sono passati molti anni, vent'anni, e nella società italiana è cambiato tanto. Renzi si è collocato sul versante di sinistra, come un riformista del sistema, in una situazione dove si pensava a un sistema politico traballante, quasi al collasso. Non sappiamo se poi riuscirà a realizzare quello che promette, ma certamente il risultato elettorale indica che l'elettorato ha individuato, ha scelto con Renzi un politico che vuole stabilità e nello stesso tempo cambiamento.

 

Sembra ripetersi a sinistra, se in questo modo vogliamo ancora chiamarla, quello che è accaduto nel consenso ampio a Silvio Berlusconi, nel momento del suo ingresso in politica.

In un certo senso è vero. Anche in quel caso, nel primo centrodestra di Berlusconi, c'era una voglia di stabilità e nello stesso tempo la voglia di cambiamento. La sconfitta di Berlusconi, del centrodestra di Berlusconi, è proprio quella di non aver saputo realizzare il cambiamento che la maggioranza della società italiana chiedeva.

 

Questo voto stabilizzante dell'Italia intorno a Matteo Renzi che ruolo può avere nel contesto europeo?

Può avere un ruolo importante, fornisce delle carte da giocare all'Italia in questo momento, offre uno spazio di mediazione tra la ventata euroscettica e la politica del rigore e dell'austerità perseguita da Angela Merkel. Insomma l'Italia si presenta con un buon biglietto da visita. Anche i tedeschi a questo punto, credo, che si debbano porre alcune domande, alla luce del risultato francese.

 

E' rimasto sorpreso dalla clamorosa affermazione di Marine Le Pen?


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COMMENTI
28/05/2014 - E di cosa abbiamo bisogno noi? (claudia mazzola)

Per mio marito micro imprenditore, non è ancora cambiato nulla con Renzi, anzi sì: devo stringergli tutti i pantaloni perchè è dimagrito a forza di correre per procurarsi lavoro.