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SCENARIO/ La vittoria di Renzi prepara il "golpe" delle riforme?

Il 40% ottenuto da Renzi è pari al "partito" degli astenuti. Ora il premier è primo di un contraltare politico. Cosa significa questo sul piano delle riforme? VINCENZO TONDI DELLA MURA

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

C'è un dato paradossale che può aiutare a comprendere la straordinarietà del risultato delle elezioni europee del 2014 e che, tuttavia, rende ancora più stridenti le contraddizioni in cui si dibatte il sistema politico nazionale. Se è vero che è la prima volta in cui un partito di sinistra ha sfondato il muro del 40% dei votanti, è altrettanto vero che è la prima volta in cui il numero degli astenuti ha pure sfondato la soglia del 40% del totale degli elettori (assestandosi al 42,78%). Si tratta di due risultati che vanno letti congiuntamente, giacché attestano in modo diverso il medesimo esito, consistente nel definitivo tracollo della seconda repubblica. Di qui, per l'appunto, le contraddizioni di un sistema politico chiamato a rinnovare sé stesso e l'intero impianto istituzionale, restando comunque all'interno del quadro dei principi democratici.

Il rilievo necessita di alcuni chiarimenti preliminari.

La prima repubblica ha rappresentato la risposta compromissoria del sistema politico-istituzionale alle fratture geopolitiche provocate dalla guerra fredda. La soluzione sperimentata con successo è stata quella di un regime consociativo. Questo escludeva il partito comunista solamente dall'esecutivo del Paese, consentendo allo stesso di governare dall'opposizione attraverso la «centralità» del Parlamento, l'istituzione delle Regioni e la fruibilità di tutti quei luoghi di potere (enti locali, università, cariche pubbliche, ecc.) estranei al circuito delle decisioni di politica estera, che, invece, rimaneva di esclusivo appannaggio della Democrazia Cristiana e dei suoi alleati. Esito di un simile assetto, pur nelle ovvie contraddizioni emerse nella prassi di un quarantennio, sono stati lo sviluppo economico e la pace sociale del Paese. 

La seconda repubblica, per contro, ha rappresentato la risposta conflittuale del sistema politico-istituzionale all'esaurimento storico delle precedenti fratture geopolitiche. La soluzione sperimentata, tuttavia, è stata inadeguata e dannosa per il Paese. Essa è consistita nell'instaurazione forzata di un regime bipolare. Il collante politico dei due poli antagonisti è stato ridotto alla lotta (anche personale) contro il nemico politico: il berlusconismo, da un lato, e la paura del comunismo. Tali valori, di conseguenza, hanno esercitato una forza divisiva assolutamente virtuale; hanno continuato a vincolare le scelte degli elettori nei reciproci schieramenti, anche se oramai sforniti di legittimazione storica e politica. Il tutto, con un irrigidimento del sistema, che ha vanificato sia la libertà di voto degli elettori, sia la responsabilità politica dei partiti; sicché il voto è stato chiesto non già quale premio per l'azione politica esercitata, bensì quale motivo di rivalsa contro il nemico politico.

È proprio una tale involuzione democratica che è stata sbaragliata dalle elezioni europee del 2014. Costretto dalle urgenze della crisi economico-fiscale e dallo sconcerto del malaffare politico, l'elettorato si è sentito libero dalle paure storiche e dai successivi fantasmi.


COMMENTI
29/05/2014 - Nulla di strepitoso (Andrea Gualtiero)

Prima di sbrodolare in entusiastiche approvazioni del nuovo "capo", facciamo un briciolo di matematica. Innanzitutto, il 42,3% degli elettori astenuti sono calcolati sul corpo elettorale intero. Invece il 41% del PD si calcola sUi rimanenti. Risultato: se li confrontiamo abbiamo il 23% del corpo elettorale Renziano ed il 42,3 non votante: non c'è confronto tra le due, effettive, entità. Secondo. Confrontare questi risultati del PD con la DC degli anni '50 è irrazionale. A quei tempi, infatti, votava più del 90% del corpo elettorale, oggi meno del 60%. Risultato: Renzi si avvicinerebbe a quel consenso solo a partire dal 65% dei consensi, altrimenti è di molto, molto, molto al di sotto. Terzo. Donare 80 euro al mese alla propria potenziale base elettorale e farlo due giorni prima esatti dalla realizzazione della promessa non è un colpo di genio, ma un esempio di scaltrezza mediterranea. Alla fine il numero dei votanti pro-Renzi coincide, sarà un caso?, con i beneficiati della prebenda che pagheremo, come sempre, noi Pantalone. Sono stati esclusi i veri poveri, perché loro non votano oppure votano Grillo, Lega o fratelli d'Italia. Sono stati esclusi i pensionati, perché tanto loro ormai votano quasi in modo meccanico. E tutti gli altri, ovviamente, cioè quel 20% di limoni da spremere e che mantengono l'intero Paese. Giornalisti, svegliatevi! Anzi, dormite bene, è meglio per chi se ne va.