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Politica

DIVORZIO BREVE/ Un patto "anti-famiglia" che lascia i figli a Las Vegas

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Perché non aiutare le famiglie a confrontarsi e a trovare soluzioni condivise e soprattutto volte a tutelare e proteggere la prole, oltre che i propri interessi individuali? Siamo fermamente convinti che in ogni crisi sia necessario − e possibile − costruire uno spazio mentale e relazionale per superarla, attraverso il confronto tra i coniugi, e che questo spazio possa essere adeguatamente riempito da servizi relazionali, di mediazione familiare, da proposte di soluzione che prevedano un esplicito piano educativo e "gestionale" per i figli, condiviso tra i coniugi e costruito insieme a operatori specializzati, e da servizi che si occupino della famiglia nel suo insieme.

Fare famiglia è difficile, restare insieme per tutta la vita oggi non è per tutti: ma davvero l'unica soluzione è lasciare da sole le coppie e le famiglie, raccontando loro che così sono più liberi e hanno più possibilità? Forse sarebbe il caso di assumersi invece, come società, la responsabilità di non abbandonare le famiglie, di dimostrare, con azioni concrete, che la famiglia sta a cuore alla società: con un fisco più attento, con politiche di conciliazione, con servizi di cura più efficaci e relazionali, e anche, perché no, con servizi di sostegno alle relazioni familiari, alla tenuta dei legami di coppia, ai compiti di genitorialità, sia per prevenire le rotture dei legami familiari, sia per renderle, ove necessarie, meno traumatiche. Altro che "veloce": solo a Las Vegas la fretta è buona consigliera, quando si tratta di sposarsi o di separarsi! 

Confidiamo quindi che nel passaggio al Senato non ci si limiti a ratificare le norme, ma si intervenga per promuovere e proteggere, indipendentemente da ordini di schieramento, un valore dichiarato dallo Stato fondamentale per l'intera società: la famiglia.

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COMMENTI
30/05/2014 - La famiglia x me è quella sacra, è ancora così? (claudia mazzola)

Ieri è nato Andrea figlio di mio cugino e la sua convivente, sono 40enni. Intenzioni matrimoniali zero. Mi domando: questo bimbo cosa ha di diverso dai bimbi di genitori divorziati? Solo che vive nello stesso appartamento con mamma e papà?

 
30/05/2014 - I tempi emotivi (Antonella Berni)

Non è possibile regolamentare quanto di più emotivo esista, una separazione. E' utopistico pensare che lo stato possa intervenire a supporto di coppie che, talvolta, non avrebbero mai dovuto sposarsi. La prova che i corsi prematrimoniali funzionano poco. Molti si sposano pensando che comunque vadano le cose ci sarà una via di uscita. Dopo il vestito bianco, il pranzo con i parenti, la lista di nozze, "stare insieme" e superare le difficoltà è un fuori programma fastidioso. Credo che il rapporto tra due amanti, nel senso latino del termine, affondi le radici nell'humus culturale, nell'educazione e nella propria maturità emotiva. In molti casi le persone non sono in contatto con la propria parte emotiva e non sono in grado di capire cosa stia succedendo loro. Lo stato potrebbe e dovrebbe fare qualcosa dalla nascita dell'individuo, come la famiglia, per favorirne lo sviluppo armonioso e maturo, oltre al riconoscimento delle proprie responsabilità. Chi si assume più la responsabilità in questo paese? Se le cose tra due persone non funzionano non saranno certo i tempi della separazione a rimuovere i problemi. Parlo per esperienza, io ho risposato mio marito dopo il divorzio, arrivato dopo sette anni di separazione.