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KO GRILLINO/ Tavolazzi (ex M5S): il marketing di Casaleggio e Grillo è a fine corsa

Per VALENTINO TAVOLAZZI, l’elettorato si è reso conto del bluff del progetto politico del M5S, tutto basato su comunicazione e un assetto proprietario del simbolo e del movimento stesso

Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo

“Il dossier interno sui risultati elettorali del Movimento 5 Stelle è acqua distillata sopra le piaghe, in realtà l’analisi che bisogna fare è ben diversa. L’M5S è solo un’operazione di marketing ben studiata a tavolino da Casaleggio in perfetto stile berlusconiano”. Ad affermarlo è Valentino Tavolazzi, tra i fondatori del M5S e il primo a essere espulso da Grillo in quanto dissidente. Lo staff comunicazione del M5S alla Camera ha elaborato un documento interno in cui si analizzano le cause del risultato al di sotto delle attese alle Europee. Nel dossier si afferma: “Non siamo da governo. Ciò che i parlamentari hanno percepito è stato l’atteggiamento di sfiducia nei loro confronti. Seppur elogiati per il loro impegno, i parlamentari del M5S non sono ancora percepiti come affidabili”. Per Tavolazzi però il problema è un altro, e cioè “un atteggiamento di Fascismo liquido, che permea l’intera concezione leaderistica del Movimento soprattutto da parte di Casaleggio, che ha prodotto espulsioni, allontanamenti, tradimento di quelli che erano i principi ispiratori”.

 

Tavolazzi, come si spiega il risultato del M5S alle elezioni del 25 maggio?

E’ stato un arresto dell’avanzata del Movimento 5 Stelle, quindi un fallimento elettorale, se comparato naturalmente alle aspettative che Grillo e Casaleggio avevano diffuso nel Paese.

 

Che cosa ne pensa del dossier interno sui risultati deludenti del M5S?

Questo documento è acqua distillata sopra le piaghe, in realtà l’analisi che bisogna fare è ben diversa. L’elettorato si è reso conto del bluff del progetto politico del M5S, tutto basato su comunicazione, leaderismo, un assetto proprietario del simbolo e del movimento stesso. I veri problemi sono l’assenza di democrazia e di contenuti programmatici, l’incapacità di determinare delle svolte all’interno delle istituzioni in cui sono entrati, dal Parlamento ai Comuni, grande difficoltà a recepire e intercettare il consenso a livello locale.

 

Lei quindi che cosa propone?

Noi di Democrazia in MoVimento stiamo rispondendo con un’iniziativa l’8 giugno a Roma, in cui abbiamo chiamato tutti i movimenti che si ispirano alla democrazia partecipata.

 

Qual è la causa dei problemi dell’M5S?