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SCENARIO/ Calderoli: ecco perché il 15% di Berlusconi vale più del 40 di Renzi

Pubblicazione:sabato 31 maggio 2014

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Il vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli, storico rappresentante della Lega Nord, sembra tirare un sospiro di sollievo e non nasconde la sua soddisfazione dopo il Comitato federale che si è svolto ieri. Probabilmente in Calderoli c'è soprattutto la soddisfazione per il risultato elettorale delle ultime europee che, solo qualche mese fa, nessuno poteva immaginare.

 

E' una sorta di “resurrezione”, oppure è sbagliato, esagerato, definirla in questo modo?

Concordo sul fatto che rispetto a quello che ci veniva attribuito dai sondaggi, e soprattutto dalla grande stampa, da tutti i centri di osservazione, il risultato è un grande successo. Ma c'è qualche cosa di più. Il lavoro del segretario Matteo Salvini è stato decisivo e importante non solo per il risultato del voto, ma anche per mettere fine alle divisioni che esistevano all'interno della Lega: la contrapposizione tra maroniani e bossiani, ad esempio, non c'è più. Certo, in questa campagna elettorale, decisiva è stata la scelta del “no euro”, dell'opposizione alla moneta europea.

 

Che margine di manovra vi offre in sede europea una battaglia di questo tipo?

Credo che si formerà un gruppo compatto e abbastanza forte per far conoscere meglio le tematiche europee, i problemi esistenti e per dotare finalmente il Parlamento di Strasburgo di un'autentica minoranza che fino a oggi non c'è mai stata. A questo punto i giochi che passavano sopra la testa di tutti, senza una vera opposizione parlamentare, non sono più facilmente possibili. Qualche conto dovranno pure farlo. Intendo dire che dovranno tenere conto di posizioni diverse, dovranno rispondere al nuovo gruppo con Marine Le Pen e a chi è schierato contro la politica europea a trazione tedesca e contro l'euro.

 

La scelta del “no euro” è stata decisiva per il recupero leghista. Si apre uno scenario europeo che può essere nuovo. Ma anche i problemi italiani sono sul tappeto. Matteo Renzi ha vinto e ora promette di dare un'accelerata al programma di riforme.

Mi sembra che il termine riforma sia piuttosto ampliato. In tutti i casi quello che occorre è andare a vedere le carte di Renzi, vedere se le riforme, e che tipo di riforme, vuole effettivamente attuare. La situazione sembra tutta sotto il controllo dell'attuale presidente del Consiglio, ma occorre vedere anche se qualcuno ha effettivamente l'intenzione di sviluppare un'autentica politica, una risposta, in questo caso da parte del centrodestra.

 

In questo momento la situazione del centrodestra appare piuttosto confusa. Silvio Berlusconi non sembra avere ancora deciso e la parte che è uscita da Forza Italia, l'Ncd, appare un gruppo in declino, quasi sulla strada del partito di Mario Monti.

E' vero che Berlusconi non ha ancora deciso, che sta pensando a che cosa fare ed è altrettanto vero che quelli che sono usciti da Forza Italia non sembrano avere un futuro. Ma il problema italiano va visto nel suo complesso.

 

La Lega Nord sembra interessata a una politica di centrodestra e a una ripresa del dialogo con Forza Italia. 


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