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DIETRO LE QUINTE/ Berlusconi attacca Grillo per "colpire" Renzi

Pubblicazione:lunedì 5 maggio 2014 - Ultimo aggiornamento:lunedì 5 maggio 2014, 8.22

Silvio Berlusconi (Infophoto) Silvio Berlusconi (Infophoto)

Con il premier lo scontro è a tutto campo per quanto riguarda i provvedimenti di governo. Diverso il discorso sulle riforme costituzionali, dal momento che Berlusconi ha detto chiaramente di conservare la velleità di essere riconosciuto come padre della patria dai futuri libri di storia. Doppio binario, quindi, e attenzione a non rompere del tutto, anche se in campagna elettorale non si faranno passi avanti, come dimostra l'accanimento con cui viene affondata l'ipotesi del governo sul futuro del Senato. Agitare lo spettro di mettersi a cavalcare il presidenzialismo serve allo stesso modo a mantenere le distanze, affinché il premier non possa sbandierare risultati in questo campo prima del 25 maggio.

Nessuna precauzione sarà invece usata nei confronti del Movimento 5 Stelle: il leader azzurro lo sente come concorrente diretto che gli contende una rilevante fetta dell'elettorato moderato. Da qui il paragone fra Grillo e Hitler e gli affondi sull'inutilità del voto dato ai grillini.

Il tallone d'achille di Berlusconi rimane il fatto che la battaglia da qui alle elezioni europee la dovrà condurre sostanzialmente da solo. Non potrà contare, al di là delle dichiarazioni di facciata, né sul suo partito, né sugli alleati. E, ovviamente, non potrà attendersi alcuno scontro dagli avversari del Pd.

Solo se saprà sopravvivere a questa prova potrà pensare al futuro, quello suo e quello del suo partito. E dovrà affrontare quella scelta sempre rinviata, quella della successione a se stesso.



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