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DE BENEDETTI/ Feltri: a una certa sinistra Renzi non è mai piaciuto

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Carlo De Benedetti (Infophoto)  Carlo De Benedetti (Infophoto)

Craxi aveva innovato la sinistra secondo modalità che non piacevano a Repubblica, e lo si è visto fino in fondo per il modo con cui il leader Psi è stato marchiato d’infamia a partire da Tangentopoli. Però stiamo parlando di questioni di quasi 30 anni fa. Nel 1987, quando finisce il governo Craxi, è ancora in piedi il muro di Berlino, le economie sudamericane non hanno ancora incominciato a funzionare, quelle asiatiche ancora meno. Stiamo ancora una volta cercando di ragionare con categorie novecentesche in un mondo che è cambiato completamente. Passiamo al tema della giustizia.

 

Napolitano ha invitato i magistrati a “evitare personalismi e arroccamenti”. E’ d’accordo con questo invito?

Ha assolutamente ragione Napolitano. Quando in Italia si parla di casta, a tutti vengono in mente partiti, sindacati e giornalisti. Tra i primi posti come casta ci sono però i magistrati, i quali oggi si trovano in una situazione assolutamente insostenibile.

 

Perché definisce i magistrati una “casta”?

Per la Costituzione l’indipendenza della magistratura italiana, che non ha uguali in Occidente, era temperata dalla richiesta di autorizzazione a procedere. Quest’ultima è stata cancellata dagli anni di Mani Pulite, sicuramente si trattava di un anacronismo, ma il già ampio potere della magistratura si è ulteriormente allargato. Oggi ci troviamo con una magistratura dal potere esorbitante, che trascende del tutto quello previsto dalla Costituzione del 1948.

 

(Pietro Vernizzi)



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