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Politica

J'ACCUSE/ Polito: Renzi è la nostra "bolla" speculativa

Matteo Renzi (Infophoto)Matteo Renzi (Infophoto)

Io penso che punti a un respiro elettorale corto. Molto spesso Renzi dà l’idea di non lavorare realmente per creare una coalizione tale da fare le cose che propone, bensì di convincere l’elettorato che lui le vuole fare, a differenza di altri che lo vogliono fermare. In questo momento, secondo me, il suo obbiettivo è quello di superare il grande scoglio del voto del 25 maggio, perché non trattandosi di un governo eletto, ha bisogno di un rapporto vivo e positivo con l’opinione pubblica. Sta sparando tutte le cartucce, in cerca di un’investitura. E questo suo atteggiamento polemico – rozzo e anche un po’ pericoloso – serve a creare una classica contrapposizione “noi contro di loro” per creare, appunto, questo rapporto diretto con i cittadini. 

 

Ci spieghi.

Il “noi” della gente comune, che vuole cambiare il Paese e che guadagna poco (a differenza dei milionari) contro il “loro” delle burocrazie, dei poteri forti, dei ricchi, dei professoroni. Questa sua polemica, poi, è anche frutto di una degradazione culturale che ormai l’Italia vive da tempo. È uno stile, infatti, già usato da Berlusconi e ripreso da Grillo. La creazione di questo dualismo è un’arma che usa per ottenere un risultato elettorale soddisfacente.

 

Parlava di cartucce. Renzi rischia di trovarsi il caricatore vuoto?

Dipende se la spinta propulsiva di cui gode si esaurirà o meno. Oggi le spara sull’onda di un atteggiamento favorevole dell’opinione pubblica, che lo aspetta – con curiosità e voglia di vederlo all’opera – alla prova dei fatti. Finché questa bolla dura lui si trova nella condizione di poter alzare sempre più il tiro, attaccando contemporaneamente i corpi medi come i sindacati, i burocrati e così via. Ma se per caso questa bolla si sgonfiasse, con la gente che inizia a credergli di meno, ecco che si ritroverebbe nel vuoto, con tanti nemici attorno.

 

Quali sono le conseguenze di un costume politico di questo tipo?

Dal punto di vista dell’opera di governo, può portare o a una fase nuova in cui finalmente c’è una maggioranza politica stabile che vince le elezioni e si attiene al suo programma…

 

Oppure?

Oppure, può portare a un insuccesso, facendoci ripiombare nel grande vuoto della politica italiana. Perché, rendiamocene conto, dopo Renzi c’è Grillo: è questa la realtà dei fatti attuale. Purtroppo siamo finiti in un pluralismo di stampo non europeo. Se il centrodestra sparisce come soggetto chissà cosa può succedere.