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J'ACCUSE/ Polito: Renzi è la nostra "bolla" speculativa

Pubblicazione:mercoledì 7 maggio 2014 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 7 maggio 2014, 8.41

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Silvio Berlusconi e Matteo Renzi a braccetto, anche fuori dalle stanze del Nazareno, come alleati di governo? Impossibile. Così Antonio Polito, editorialista del Corriere della Sera, commenta l’uscita di ieri mattina del leader di Forza Italia, che ha lasciato aperta la porta a una futura, possibile entrata nell’esecutivo Renzi, rimpinguando le fila della maggioranza: “Berlusconi naviga a vista: sta conducendo una lotta per la sopravvivenza politica del movimento che rappresenta”, ma vederlo insieme al Pd in Parlamento è fantapolitica: “È una costruzione che non regge perché in primis non reggerebbe il Pd”. E su Renzi dice…

 

Partiamo dall’ennesima giravolta di Silvio Berlusconi, che a Radio Anch’io non ha escluso la possibilità che FI entri nella maggioranza. Semplice boutade o c’è un fondo di verità, dettato forse dalla paura in vista del voto del 25 maggio?

Berlusconi naviga a vista: sta conducendo una lotta per la sopravvivenza politica del movimento che rappresenta. Quindi, un giorno insegue il voto estremista – che si può indirizzare verso i 5 Stelle – e l’altro, invece, quello moderato, ipotizzando l’ingresso nella maggioranza di governo. C’è un po’ tutta la furbizia e la tattica che Berlusconi ha sempre avuto: per lui la cosa importante è richiamare la sua gente al voto affermando che esiste ancora ed è attivo.

 

È una mossa che paga secondo lei?

Questo non lo saprei valutare. È sempre difficile dirlo trattandosi di Silvio Berlusconi, che ha risorse inesplorate e incredibili: io, elettoralmente parlando, non lo darei mai per morto. Da qui al 25 maggio, comunque, la strada è ancora lunga: la gente decide nell’ultima settimana. E lui può sempre tirare fuori qualche coniglio dal cilindro, anche se allo stato attuale delle cose mi pare arduo che possa conquistare il secondo posto dietro il Partito democratico.

 

Ma questa ipotesi di FI in maggioranza insieme al Pd è uno scenario davvero possibile? A Renzi converrebbe?

No e no. È una costruzione che non regge perché in primis non reggerebbe il Pd. È impossibile.

 

Non pensa che quest’uscita del leader azzurro nasconda il desiderio di mandare per le lunghe le riforme, posticipando così il voto politico nazionale?

No, non credo. Penso che abbia semplicemente lo scopo di allargare l’appeal del proprio messaggio europeo, dimostrando senso di responsabilità, invece di fare soltanto lo sfasciacarrozze.

 

Torniamo al premier. Lei sul Corriere ha mosso una critica all’“incriticabile” Renzi, che in virtù del nuovo che rappresenta, si chiude a riccio rispedendo al mittente, etichettandole come frutto di quell’obsoleto da eliminare, gli appunti che gli vengono mossi. Qual è il fine di questo suo modo di fare?


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