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NUOVO SENATO/ De Mita: ecco l'errore di Renzi che può rovinare tutto

Per GIUSEPPE DE MITA (Per l'Italia) il premier Renzi deve smettere di fare campagna elettorale su un tema sensibile come le riforme costituzionali e accettare un confronto aperto

Il Senato (Infophoto) Il Senato (Infophoto)

“Il premier Renzi smetta di fare campagna elettorale su un tema sensibile come le riforme costituzionali e accetti un confronto aperto e sereno per correggere gli errori contenuti nel disegno di legge del governo”. Lo sottolinea Giuseppe De Mita, onorevole del gruppo Popolari per l’Italia, nel momento in cui il dibattito sulla riforma del Senato entra nel vivo. Il governo è in pressing da giorni, con il testo del ddl che è in questo momento in discussione nella commissione Affari costituzionali del Senato. Intanto il premier Renzi ha spiegato che il governo non chiede tempi rapidi “per paura di discutere”, ma per non “perdere il legame diretto con gli elettori” in quanto a un certo punto “bisogna decidere”.

 

Onorevole De Mita, condivide la richiesta di tempi certi da parte del presidente del consiglio?

Mi auguro che il governo non compia forzature, imponendo che la discussione debba per forza partire dal testo precettato. E’ emersa una quantità di perplessità sull’impianto ed è più utile tener conto di tutte le posizioni emerse, piuttosto che irrigidirsi inusualmente su una proposta del governo. C’è un’affermazione che condivido da parte del premier Renzi, ed è che le riforme vanno fatte con tutti. Se questo è il punto di partenza, è opportuno che la commissione parta da un testo che tenga conto di rilievi non secondari emersi in queste settimane.

 

Il disegno di legge del governo non la soddisfa?

Allo stato delle cose la riforma del Senato, per come è stata formulata, resta un ibrido. La questione è definire le funzioni del Senato alla luce della riscrittura dell’articolo 117 della Costituzione. Se il Senato deve essere la Camera di rappresentanza delle realtà territoriali, il punto di partenza è come vengono ripartite le competenze tra Stato e Regioni. Sulla scorta di questo si costruisce la possibile rappresentanza del Senato, che può essere o meno elettiva.

 

Come valuta la composizione del nuovo Senato?