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CAOS SENATO/ Il giurista: Calderoli ha stoppato il centralismo di Renzi

Pubblicazione:giovedì 8 maggio 2014

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Innanzitutto è vincolante per la stessa commissione, che deve arrivare a un testo unificato dalle diverse proposte. Che poi non si tenga conto di tutte le indicazioni avanzate (come quelle che recano la firma di Roberto Calderoli) e che si passi direttamente al ddl del governo, agendo per emendamenti su quel disegno, si può fare, ma significa solamente una cosa: allungare il procedimento. Infatti ora l’esecutivo deve comunque tenere conto di ciò che è stato avallato dalla Commissione.

 

Qual è secondo lei il punto di criticità maggiore sulla riforma?

La composizione del Senato è il nocciolo della questione. In effetti il disegno di legge governativo costruisce un senato come se fosse un consiglio delle autonomie locali e nazionali, e non come una vera e propria camera parlamentare.  

 

La migliore struttura per il nuovo Palazzo Madama quale sarebbe?

Non c’è una struttura che si può considerare migliore a un'altra: tutto dipende dal disegno complessivo. Se si vuole partorire un regionalismo funzionale allora è chiaro che la seconda camera dovrebbe essere fortemente rappresentativa dei consigli regionali a livello nazionale, così che la legislazione nazionale di riferimento possa essere corroborata dai consigli stessi. Se invece si punta a sminuire il modello regionale, lasciando sì in piedi le regioni, ma considerandole come una sorta di grande dipartimento, allora il fatto di avere un Senato con pochi poteri e poco rappresentativo sarebbe giustificato.

 

(Fabio Franchini)



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