BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

QUESTIONE MORALE?/ Berlinguer (Pd): nessuno usi il "modello Renzi" per dividerci

Pubblicazione:

Luigi Berlinguer (Infophoto)  Luigi Berlinguer (Infophoto)

Bisogna sempre distinguere l'azione che investe la sfera penale dall'azione trasgressiva che riguarda l'opportunità politica. Ci sono comportamenti, infatti, che possono essere inopportuni ma non illeciti, che fanno danno politico ma non per questo sono anche reati. Un dirigente politico, quindi, deve essere ripreso e sanzionato. Questo vuol dire, dunque, che devono essere ancora più severe le forme di sanzioni interne ai partiti. Proprio per quello che dicevo prima, il politico deve essere più corretto del cittadino comune, che si aspetta da lui il massimo rigore nella gestione della cosa pubblica.

 

Se sbaglia solo politicamente?

Se questo accade, però, non deve essere considerato un delinquente. Infine, ricordiamo che una cosa è l'indagine penale, altra è la condanna: anche la nostra costituzione parla della presunzione di non colpevolezza in base alla quale nessuno è delinquente se non è definitivamente condannato. Troppo spesso, invece, il processo mediatico condanna una persona prima della condanna giudiziaria, e infanga molto prima della sentenza. La forza dei media è più grande di un verdetto, che fa ammalare una società di una grave faciloneria nel giudicare persone e cose. 

 

Come si rimedia? 

Bisogna elevare la cultura popolare, la cultura civica, facendola diventare un rapporto civile. Bisogna evitare il giudizio facile, come al tempo stesso non vanno bene le spallucce di chi rimane indifferente. In altre parole, serve serenità di giudizio.

 

Esiste nel Pd una questione morale?

Innanzitutto diciamo che nel nostro partito esistono ben due livelli di prevenzione: lo statuto e il codice etico, anche se vanno introdotte necessariamente delle modifiche per migliorare il panorama complessivo. In secondo luogo, sono dell'avviso che se qualcuno ha compiuto qualche reato, lo si accerti e lo si perseguiti. E basta. Ma questo non deve avere conseguenze politiche, visto che siamo impegnati a governare il paese in un momento delicatissimo.

 

Non crede, dunque, che Renzi voglia usare la "questione morale" per andare a fondo della rottamazione interna?

No. Anzi, le dirò di più: non posso che concordare con il vicesegretario Guerini quando dice che nessuno vuole usare gli ultimi casi giudiziari per una rivalsa di una parte del partito sull'altra. Sarebbe un gravissimo danno per il partito.

 

Sono dunque risanate tutte le fratture? Giovani e vecchi di nuovo insieme?

Nel partito non ci sono fratture ma solo sana dialettica politica. Certo, non manca chi ha il gusto della battuta tagliente, ma questo è fisiologico in un confronto interno in un grande partito. E le ultime elezioni amministrative hanno inviato a tutti un messaggio importante: non ha vinto solo Renzi, ma la capacità di ricomporre l'unità, che ha significato anche la conquista di un numero importante di municipi dove si è lavorato davvero tutti insieme per il risultato finale. 


< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >