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IL CASO/ 1. Mineo: il Pd è spaccato e Renzi non sa più come nasconderlo

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Corradino Mineo (Infophoto)  Corradino Mineo (Infophoto)

Ma perché, che c’entro io con il senatore Mauro? Sono un uomo libero e non mi faccio mettere a tacere da nessuno.

 

A tacere no, ma magari in minoranza sì…

C’è chi dice che i 20 senatori del Pd che hanno firmato il disegno di legge del senatore Vannino Chiti sono una minoranza rispetto agli altri 80 che non lo hanno firmato. Però gli altri 80 che non lo hanno firmato rappresentano a loro volta un’articolazione di posizioni.

 

Vuole dire che il Pd è diviso in una serie di fazioni discordanti?

Mi limito a osservare che ieri il senatore del Pd Miguel Gotor ha parlato a nome di un gruppo di parlamentari che non hanno firmato il ddl Chiti, e ha dichiarato: "Il Senato è eletto in modo indiretto, ma la legge elettorale Italicum deve cambiare profondamente". Quindi c’è un dibattito molto ampio, e questa rappresentazione secondo cui nel Pd sarebbero tutti uniti e solo il senatore Chiti e io stesso saremmo dissenzienti, è un modo corrivo per non dire la verità.

 

Che cosa ne pensa del modo in cui Renzi sta portando avanti le riforme?

Il governo Renzi ha ragione da vendere a volere la riforma del Senato e la fine del bicameralismo, e su questo sono d’accordo con il presidente del Consiglio. Per una serie di errori il processo di riforma si è però incartato, e ora non so come se ne possa uscire.

 

Dietro alla scelta di Pier Ferdinando Casini di rimuovere Mario Mauro in realtà c’è Matteo Renzi?

Ma no, ma no, non credo proprio che le cose siano andate in questo modo, non ci credo.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
13/06/2014 - Una domanda per Baleani (Franco Labella)

Siccome nel suo commento scrive di verifica popolare immagino che questo significhi rimproverare a Mineo l'essere stato "nominato" senatore col Porcellum. Solo che se questa è la colpa, Mineo la condivide con tutti gli altri 314 suoi colleghi, renziani compresi. E non parliamo di Renzi medesimo che, fino a prova contraria, ha vinto elezioni europee che col Senato alla francese non c'entravano un tubo e non elezioni politiche italiane. Quando le stravincerà potrà pure permettersi magari il "Mineo chi?" del suo amico Nardella. Ed allora mi permetto di chiedere a Baleani: qual è il senso di contrapporre al senatore Mineo il giornalista Mineo? In entrambe le situazioni Mineo sosteneva le sue tesi in dissenso rispetto a "maggioranze silenziose". Perché continuo a non leggere risposte alle domande ed obiezioni che i numerosi critici del Senato versione Nazareno pongono. A meno che i sorrisi del ministro Boschi non debbano essere pure essi "interpretati" a mo' di risposte. Vorrei ricordare a Renzi ed ai suoi adepti come finì la "grande riforma costituzionale" di Berlusconi. Sonoramente bocciata in un referendum popolare confermativo....

 
12/06/2014 - porca miseria. anche Mineo (Claudio Baleani)

Mineo ha detto che i partiti stanno travalincando anche in parlamento e nelle istituzioni. Siamo proprio in un regime autoritario! Nelle banche non li vogliamo, negli appalti neppure, nella sanità, neanche a parlarne: dove li mettiamo 'sti partiti? Ma forse Mineo intende "partiti" nel senso di "andati" e non pervenuti. Se il PD è spaccato non lo so. Hanno fatto le primarie e il congresso. Non mi sembrava fossero spaccati. Forse ci sarà un legittimo dissenso, seguito da legittima difesa della maggioranza. Mineo, dica la verità: era più facile fare il giornalista alla RAI, dove poteva dire quello che gli passava per la testa senza che nessuno dicesse nulla. Non credo che il vittimismo funzioni anche adesso che sta in parlamento. L'appoggio popolare in politica non si dà per presunto, come quando faceva il giornalista.