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Politica

IL CASO/ 2. Renzi e la morale "sbagliata" di Berlinguer. Chiedete ad Amendola...

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Non c'è dubbio che in Amendola vivesse la lezione morale del padre Giovanni Amendola. Ma è probabile che nello stesso Giorgio Amendola sedimentasse anche la lezione di Benedetto Croce, quella di Etica e politica, dove l'immoralità di un politico sta soprattutto nella sua incapacità di fare politica. Tutto questo non assolve i ladri di mestiere, ma dovrebbe solo tenerli lontano dalla politica e non farne dei casi della politica.

C'è però un ultimo aspetto della “questione morale” di Berlinguer e della sua capacità di innovatore, che viene sottolineata in questi giorni, che ci preme ricordare. E' un episodio che rivela un Berlinguer togliattiano, quasi severo come Zdanov e poco rispettoso delle posizioni altrui. In questo caso di Amendola in particolare.

Siamo nel novembre del 1979, in un altro comitato centrale del Pci. Giorgio Amendola stava festeggiando i suoi cinquanta anni di tessera del Pci (la prima l'aveva presa nel 1929, uscendo da casa Croce e iscrivendosi al Pci clandestino) e stava contando, gravemente ammalato, gli ultimi mesi della sua esistenza. Amendola dà di nuovo battaglia sull'estremismo sindacale. Il viso scavato, la voce sempre tonante, si batte da solo in comitato centrale contro un Berlinguer che lo ha additato come “uno che non conosce neppure l'abc del marxismo”. Non si alza nessuno a dare una “mano di solidarietà" ad Amendola, neppure tutta la cosiddetta corrente “migliorista” del partito. Forse anche in questa cronaca succinta c'è da abbassare i toni dell'enfasi della “questione morale” berlingueriana.

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