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CAOS PD/ Sansonetti: Renzi al bivio tra elezioni e gruppo scout

Pubblicazione:venerdì 13 giugno 2014

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Il problema del Pd è che le correnti non corrispondono a delle idee. Nel Pci, tutti sapevano dire che differenze c’erano tra le idee di Ingrao e quelle di Amendola. Nessuno invece sa che differenza ci sia tra Mineo e Lotti, forse neanche loro stessi. Le correnti sono un disastro quando non corrispondono a delle idee ma semplicemente a dei piccoli gruppi di potere. Nel Pd mi sembra che le correnti corrispondano a dei piccoli gruppi di potere, privi di differenze di linea politica.

 

Sabato inizia l’Assemblea del Pd. Chi dovrebbe essere eletto come presidente?

Il senso del presidente di qualsiasi partito è quello di essere una figura di garanzia. Renzi dovrebbe quindi garantire la componente che ha annientato, l’ex Pci, proprio per un’ottica democratica. Ma se per Renzi tutti quelli che hanno più di 50 anni sono da rottamare io non ci posso fare niente. Il ruolo di presidente spetta o a D’Alema o a Veltroni o a Bersani, non ci sono molti dubbi. Se poi uno vuole fare la squadriglia degli scout va bene, ma non è la grande democrazia politica che tutti ci aspettiamo.

 

Debutta mercoledì il suo nuovo quotidiano, Il Garantista. Ce lo vuole presentare?

Sarà un giornale che se oggi fosse già in edicola festeggerebbe per il voto alla Camera che ha sancito il principio per cui i magistrati sono come tutti gli altri cittadini e se commettono dei reati devono rispondere di fronte alla legge. Sarà un giornale garantista, l’unico in Italia, perché in Italia non esistono giornali garantisti, ciascuno difende i propri uomini ma nessuno li tutela tutti a prescindere dal loro colore politico. Sarà un giornale che su tutte le grandi questioni presenterà due opinioni, perché vogliamo rivolgerci a un pubblico in grado di farsi un suo punto di vista, non di ricevere ammaestramenti.

 

(Pietro Vernizzi)



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COMMENTI
13/06/2014 - C'è qualcosa che non torna... (Franco Labella)

Sarà un mio limite ma leggo il peana di Sansonetti alla democrazia e capisco poco il suo invito a Renzi alle elezioni anticipate per dotarsi di gruppi parlamentari "fedeli alla linea". La domanda è: le elezioni allora sono diventate uno strumento dei partiti per regolare i conti interni? Questo ragionamento è ahimè simmetrico a quello altrettanto arbitrario del Renzi che sostiene di avere avuto il 40% dei voti per andare avanti sul Senato non elettivo. Ma non erano elezioni europee? E se le avesse perse si sarebbe dimesso? Non mi pare di aver letto sue dichiarazioni su questo… E' compatibile col principio democratico l'idea di attribuire significati trasversali e non dichiarati al voto dei cittadini espresso per tutt'altre ragioni? Perchè se è così la prossima volta suggerisco ad un leader di candidarsi a sindaco e chiedere di essere nominato presidente del Consiglio in caso di esito positivo delle comunali...