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Politica

L'ANALISI/ Troppo presto (ancora) per morire renziani

Il nuovo sindaco di Livorno, Filippo Nogarin (Infophoto)Il nuovo sindaco di Livorno, Filippo Nogarin (Infophoto)

A leggere queste dichiarazioni è come se le lancette dell'orologio fossero ritornate indietro a prima del 25 maggio, con contrapposizioni, anche pesanti, all'interno del Pd.

Che cosa se ne deduce da questo voto per la politica italiana? Che il voto europeo è stato solo una grande richiesta di stabilità in una situazione che però resta ancora confusa. E che tutti i giochi politici, che riguardano direttamente l'Italia, restano ancora aperti.

Proviamo a mettere in fila alcuni elementi. Il primo è la continua emorragia di votanti, con un'astensione che ormai supera il 50 percento. Il secondo è che se non ci si trova di fronte a una “grande paura”, a uno sconvolgimento completo del quadro politico, prevalgono i motivi di contestazione al sistema. Il terzo è che ormai difficile fare previsioni sulla stessa durata della legislatura. Il quarto è una preoccupazione tutta interna al centrosinistra: se si arrivasse a un ballottaggio nazionale tra Pd e grillini, come si comporterebbe l'elettorato di centrodestra che non diserta le urne?

Forse siamo ancora a dei segnali di insofferenza. Ma pensare che la situazione politica italiana si sia stabilizzata appare alla luce del voto di queste parziali amministrative abbastanza azzardato.

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