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Politica

SCENARIO/ Renzi seppellisce il Pd e lancia il Pu

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Altro segnale chiave, la lotta senza quartiere alla corruzione, che porta Renzi a invitare i suoi ad andare dalla magistratura a denunciare tutto quel che si sa in tema di tangenti e affini. La testa del sindaco di Venezia Orsoni è solo un danno collaterale, anche se scoperchiare il vaso di Pandora delle mazzette lagunari potrebbe essere doloroso e vedere altri esponenti democratici coinvolti. Nessuno di loro, in ogni caso, è renziano, anzi alcuni rappresentano prime file dell'assetto bersaniano, lontano anni luce dal nuovo corso che parla fiorentino.

Da ultimo, le riforme, che – dice Renzi – non sono un capriccio. L'avvertimento riguarda i democratici recalcitranti, il cui dissenso non verrà tollerato, ma anche i partners di centrodestra chiamati a condividere l'onere della riscrittura della Costituzione. Renzi conta di farcela con le forze della maggioranza e magari con qualche aiutino leghista. Se così non dovesse essere, la pistola posata sul tavolo è quella delle elezioni anticipate, l'arma finale che gli consentirebbe di azzerare il dissenso interno e piallare un centrodestra mai così debole, diviso e privo di leadership. Che si voti con l'Italicum o con il Consultellum, a questo punto poco importa. In entrambe i casi dopo il passaggio elettorale la sua azione sarebbe molto più semplice. Del resto, qualche stampella centrista si trova sempre.

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