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LEGGE ELETTORALE/ Grillo blocca l'Italicum ma casca sul "premio"

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Facciamo notare al professor Luciani che la proposta del M5S è stata presentata come una "proporzionale corretta". In sostanza, si sostiene che, con i 42 collegi e i tre grandi previsti, alla fine esce uno sbarramento naturale. Ma Luciani fa subito notare che "ogni sistema proporzionale contiene un meccanismo di sbarramento".

Invece Massimo Luciani si sofferma soprattutto sulla filosofia della proposta del M5S. "È antitetica all'Italicum". In questo caso si apre un dibattito che inevitabilmente investirà la sinistra nel suo complesso. Spiega Luciani più dettagliatamente: "Il problema di fondo è la valutazione generale della crisi italiana. C'è chi sostiene che esista un tale spappolamento del sistema politico in Italia che è necessaria una forzatura, con l'adozione di un premio di maggioranza che garantisca alla fine una possibilità di governabilità. C'è invece, come fanno quelli del M5S, la proposta di un ritorno alla proporzionale lasciando una sorta di 'liberi tutti'. C'è infine una terza posizione, nella quale mi riconosco da almeno venti anni a questa parte, in cui credo che non si debba forzare eccessivamente, ma che sia necessario un premio di maggioranza per garantire governabilità". 

Forzature, forse, ma mai quanto nell'Italicum. "Direi che nell'Italicum ci ne sono abbastanza. Io penso che oggi, raggiungendo una quota del 40 percento, si possa applicare un premio di maggioranza. Mi sembra ragionevole nella situazione politica italiana, che non è paragonabile a quella della Germania. Da noi il sistema elettorale tedesco dovrebbe essere necessariamente integrato, perché da noi c'è una situazione talmente variegata e complessa, complicata da un serie di fattori che non saremmo in grado di venirne a capo. In sostanza direi che sarebbe opportuno non operare forzature, ma adottare il premio di maggioranza. E sono convinto che, di fronte a una soglia raggiunta del 40 percento, la Corte costituzionale non avrebbe problemi a dare il via libera alla costituzionalità della nuova legge elettorale".

Ma se il ragionamento di un grande costituzionalista come Massimo Luciani tiene conto della complessità della situazione italiana e avanza soluzioni che si possono definire ragionevoli, il quadro politico si confonde sempre di più. L'elogio più aperto alla proposta del M5S arriva dal leghista "storico" Roberto Calderoli: "Fermo restando che credo di essere uno dei pochi ad averla letta e che quello che ho letto credo sia il testo vero perché al momento non c'è niente di depositato in Senato, tranne alcune note di fantasia, la legge è un'ottima legge. Lo definirei un modello spagnolo e la Lega è sempre favorevole al modello spagnolo".

Più di trenta anni fa Henry Kissinger diceva che "la politica italiana è troppo difficile da capire". Forse oggi, se si guarda agli schieramenti, è diventato quasi impossibile.



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