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DIETRO LE QUINTE/ La seconda vita di Grillo e Casaleggio

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Beppe Grillo (Infophoto)  Beppe Grillo (Infophoto)

Ciò che è certo e che con questa mossa hanno consapevolmente o inconsapevolmente mutato la loro conformazione originaria: da movimento antisistema a movimento che con il sistema si è convinto perlomeno a parlare.La simbologia in politica è fondamentale: non importa da se questo parlare arriverà qualcosa (anche se sarebbe auspicabile) ciò che importa è la volontà politica che l’atto esprime. E tale volontà in questo caso e chiara: non basta più il voto in Parlamento ma occorre che prima o dopo maturino accordi o strategie condivise.

Se cosi fosse sarebbe una bella novità, poiché un movimento che ha raccolto cosi tanti consensi elettorali non può permanentemente stare fuori dal sistema. Occorre, infatti, che la fiducia che gli elettori gli hanno accordato si trasformi in qualche linea politica. Occorre in altri termini che i voti che hanno ricevuto si trasformino in strategie per il bene del paese, oltreché dei loro elettori. Forse, invece, dietro tale richiesta ci sono tatticismi: sorpassare a destra Berlusconi, ovvero allungare il brodo del dibattito. Chissà, lo vedremo.Di certo è che la politica vive di simboli e spesso è più rilevante ciò che appare agli fuori rispetto a quello che effettivamente è. Quello che oggi osserviamo è, da questo punto di vista, davvero rilevante, se poi sortirà anche esiti (buoni possibilmente) concreti, sarà bene per il Paese.



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