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RETROSCENA/ Renzi si prende Alfano, Salvini si "mangia" Berlusconi

Matteo Salvini (Infophoto) Matteo Salvini (Infophoto)

In questo Fitto assomiglia molto ad Alfano: al Nord non sfonda nessuno dei due. E i richiami venuti dai centristi, così come da alcuni settori dello stesso partito azzurro, a evitare l'abbraccio con chi in Europa è alleato con Marine Le Pen non hanno smosso Berlusconi, che si è limitato a non firmare personalmente i referendum leghisti. 

La nuova giovinezza del Carroccio pone a Berlusconi più di un problema. Se Ncd rischia di finire fagocitato nell'orbita renziana, concreto è il rischio che frange dell'elettorato azzurro siano attratte dalle sirene leghiste. Salvini è perfettamente coscio di potersi muovere con maggiore libertà e spregiudicatezza, essendo saldamente piantato con entrambi i piedi all'opposizione. Su temi come sicurezza, droga, e lotta all'immigrazione clandestina la Lega può caricare a testa bassa, rivolgendosi alla pancia dell'elettorato del centrodestra. 200mila voti raccolti fra il Lazio e le regioni meridionali sono un seme che Salvini intende coltivare e far crescere. 

Forza Italia, insomma, si trova nel mezzo. Da una parte le sirene centriste che chiedono di troncare i rapporti con i populisti, dall'altra la concorrenza dell'alleato più fedele, la Lega, che spara a zero soprattutto sul leader dell'Ncd, in quanto ministro dell'Interno. Il braccio di ferro non avrà probabilmente soluzione sino a che durerà il governo Renzi. 

Solamente quando nuove elezioni politiche saranno alle porte ci potrà essere una reale ricucitura del campo dei moderati. A patto che le fratture di questa fase politica non siano troppo profonde. A patto, soprattutto, che ci sia un leader in grado di federare partiti lontani fra loro. Che si chiami Berlusconi, oppure no.

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COMMENTI
02/06/2014 - per Salvini (maria rossi)

quello che ho capito e che mi sconvolge è che fra i politici c'è chi non ha dignità.