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RETROSCENA/ Renzi fa il partito nazione e "sogna" il Messico

Pubblicazione:venerdì 20 giugno 2014

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Se si guarda all'accordo che sta per essere varato, si può dire che lo scopo principale della fine del "bicameralismo" viene raggiunto. Il Senato recupera molte funzioni rispetto alla prima stesura della riforma, anche se perde quella fondamentale di poter dare o togliere la fiducia al governo. Avrà competenze sulla legislazione regionale e su quella europea, eleggerà insieme alla Camera il Presidente della Repubblica, il Csm e i giudici costituzionali, recupera voce anche sulle leggi elettorali e su quelle istituzionali.

Sembra in dirittura d'arrivo anche l'accordo sulla composizione di questo nuovo Senato: più consiglieri regionali (si parla di tre-quarti) e di un terzo fatto da sindaci. Si discute, ma si dovrebbe essere vicini all'accordo, sui senatori nominati dal presidente della Repubblica.

Si diceva che persino sulla legge elettorale si è all'ultimo miglio di un accordo. Si parla di uno sbarramento al 4 percento e di una soglia alzata al 40 percento per avere il premio di maggioranza. C'è anche chi parla del superamento delle liste bloccate e dell'introduzione di preferenze.

Si vedranno poi nel dettaglio tutti queste aspetti tecnici.

Ma la sostanza politica è il redde rationem che Matteo Renzi è riuscito a imporre, tanto da permettersi di dire: "A questo punto prendere o lasciare, o mangiano questa minestra o si buttano dalla finestra". Il premier sta riuscendo, sinora, a trasformare il suo in una sorta di "partito-nazione". Al momento, gli altri si stanno arrendendo.

Sarà forse eccessivo dirlo, ma se il "partito-nazione" si realizza, se piace tanto all'estero, se tutti cercano di trattare e vivono con la paura di restare isolati, non c'è una sorta di prospettiva messicana per l'Italia dei prossimi anni? Facciamo notare che in Messico esiste il Partito Rivoluzionario Istituzionale, che ha governato per ben 71 anni di fila e che è stato messo in minoranza solo qualche volta. È questo il famoso "paese normale"?


(Gianluigi Da Rold)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
20/06/2014 - PRI (Giuseppe Crippa)

La preoccupazione che Da Rold esterna alla fine del suo interessante articolo mi sembra fondata, almeno nel breve termine (mi scusi il dott. Berlusconi per l’irriverenza): fino a che esisterà Forza Italia non sarà possibile la creazione di un centro destra competitivo.