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SCENARIO/ 2. Il giurista: tutti i rischi della "stabilità" modello Renzi

Pubblicazione:sabato 21 giugno 2014

Silvio Berlusconi (Infophoto) Silvio Berlusconi (Infophoto)

Il sistema politico italiano, al momento attuale e nel suo insieme, è ancora alla ricerca di una propria identità, una identità che – pur nella differenza di ruoli e di vocazioni – sappia essere di riferimento stabile per il Paese.

Matteo Renzi, forte di una straordinaria notorietà e di un consenso elettorale senza precedenti sia nelle elezioni europee sia in quelle locali, ha cercato di rimuovere il blocco che, in Senato, ha manifestato un aperto dissenso sul disegno di legge costituzionale di provenienza governativa sottoscrivendo a maggioranza l’Ordine del giorno Calderoli favorevole all’elezione diretta del Senato (pur conservandone i tratti di assemblea territoriale). 

La reazione dei suoi stessi parlamentari ha tuttavia creato un impasse che rischia di paralizzare molto del percorso riformatore costringendo il premier a cercare alleanze al di fuori della propria maggioranza quale quella con il Movimento 5 Stelle sulla legge elettorale e con la stessa Lega per la riforma costituzionale. E, ancora, oltre questi giri di valzer, un interrogativo persistente è quello sul ruolo di Berlusconi, di Forza Italia sempre in fermento e del posto di tale partito come elemento di riaggregazione  di un nuovo centro destra che sappia essere forza di governo, in prospettiva, ma al presente vera forza di opposizione. Cosa che non appare all’orizzonte visto che forse il primo interessato alla stabilità del Governo Renzi potrebbe essere proprio Berlusconi, in tutt’altre faccende affaccendato (e prima tra tutti la costruzione di una nuovo struttura di partito).

Viene in mente quanto si diceva nell’ambito del movimento no global: se il G7 è il governo del mondo, chi sta all’opposizione? Trasferito nell’oggi italiano il tema può essere letto analogamente; una forza di governo ad alto consenso nel Paese – ma forse più per mancanza di alternative che per razionale scelta determinata da consonanza sui programmi – che tuttavia è debole in Parlamento, così debole da non lasciare spazio alla costruzione di una opposizione organica e razionale anch’essa, capace di porsi come alternativa, oggi discutendo col governo e domani sostituendolo in forza di un nuovo programma. Le continue incursioni di Renzi nel campo delle opposizioni, di fatto, sono un ostacolo a questo cammino di ricostruzione. 

Sul piano delle riforme, intanto, è evidente che i continui stop and go del percorso non giovano alla chiarezza del disegno. Tutto si farà e si farà a breve, si dice, ma intanto, proprio chi propugna l’eliminazione del bicameralismo perfetto si serve della seconda lettura in materia di responsabilità civile dei magistrati per correggere gli errori della prima Camera. Che succederà quando il Senato sarà ridotto a simulacro? 


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COMMENTI
21/06/2014 - La Merkel contro i mercati:non sono al servizio.. (Di Tolve Vincenzo)

...del popolo:l'Angela Rossa scopre tardivamente l'acqua calda? Mi chiedo, ma keskì chi li ha fatti professori in Economia, se uno scemo più scemo di ragioniere in manicomio, sa che per la ripresa dei consumi e dell'Economia, ci vuole il circolante che si ottiene con l'aumento dei salari, pensioni, detassando il costo lavoro, velocizzare i Servizi, senza burocrazie i soprattutto pagando i debiti PA? Vi sembra che Monti, Letta e Renzi abbiano fatto qualcosa di simile o il contrario? Napolitano è stato la causa e sarebbe meglio accettare la proposta di Silvio Berlusconi per eleggere il Capo dello Stato, lo vuole il Popolo non suo desiderio, naturalmente qualcuno deve pagare lo sfacelo della Economia visto che ha dimentica i nuovi confini facendo entrare non solo poveri cristi ma criminali con Porti colabrodo e Leggi permissive di Import&Export cambiando Valori e Giustizia, altro pensare al successore al Quirinale per conservare cachet, lauto stipendio&vitalizio con immunità dei magistrati, mentre i Cittadini pagare i danni dei loro errori o la Legge non è uguale per tutti?