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RIFORME & SENATO/ Il castello di carte di Renzi e Napolitano

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Retorica, e nient'altro, a denti stretti al Nazareno lo ammettono. Si è lanciato un timido segnale di apertura sulle preferenze solo perché è brutto sedersi intorno a un tavolo non avendo alcunché da discutere. In realtà, lo stato maggiore democratico è perfettamente conscio che l'opposizione di Berlusconi sulle preferenze è totale, e riaprire questo capitolo vorrebbe dire fare saltare tutto. 

Non è affatto questa l'intenzione di Renzi, che ha bisogno di fare le riforme per sancire l'inizio di un nuova epoca, la sua. In aula avrà il suo da fare a tenere uniti i recalcitranti senatori democratici. Ma i rischi maggiori li correrà quando, dopo la prima lettura della riforma costituzionale, si metterà mano alla legge elettorale, già approvata a Montecitorio. Sull'Italicum la strada si farà davvero stretta, perché la Lega, favorevole sul Senato e sul titolo quinto, ha già annunciato battaglia senza quartiere. Di conseguenza, i democratici non potranno prescindere dal consenso di Forza Italia per evitare l'accusa di avere fatto una legge elettorale a colpi di maggioranza. 

La porta stretta delle riforme passa quindi per il varo dell'Italicum, perché se dovesse saltare, l'intero impianto riformatore si sfalderebbe come un castello di carte. E questo non possono permetterlo né Renzi, né Napolitano.

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COMMENTI
23/06/2014 - Che vergogna..... (Luigi PATRINI)

La nostra classe politica è proprio una grande vergogna per noi tutti! Un Parlamento delegittimato, che traccheggia tutti i giorni per continuare a campare, senza che ci qualcuno che ha un guizzo di libertà vera e di serietà ...seria! Potrà salvarci solo un miracolo. Ma, mi chiedo, i politici cristiani, che a detta di Peguy, dovrebbero essere i più "civici" di tutti, non riescono proprio a darsi un colpo d'ala?!?!?