BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

RIFORME & SENATO/ Il giurista: dalla crisi si esce solo con più immunità

Pubblicazione:

La poltrona più "alta" del Senato (Infophoto)  La poltrona più "alta" del Senato (Infophoto)

A questo punto vedo solo due strade possibili per risolvere la questione, almeno dal punto di vista costituzionale. 

O l'elezione a senatore produce il venir meno della prima carica, e a questo punto nessun problema sorge poiché il soggetto in questione ha il solo status di senatore.

Oppure si mantiene l'attuale impostazione, ed allora sarebbe opportuno che si limitasse l'immunità penale ai soli atti compiuti nell'esercizio e a causa delle funzioni da senatore. Se ad esempio nei confronti di un sindaco-senatore viene iniziato un processo penale, se i fatti o gli atti che gli si imputano li ha commessi nella sua qualità di sindaco l'immunità penale non scatta (ed anzi sarebbe bene che si dimettesse, scadendo così anche dalla carica di senatore), dunque l'autorità giudiziaria non dovrebbe chiedere autorizzazione per gli atti di limitazione della libertà personale. Se, invece, il fatto o l'atto sono riconducibili alla funzione di senatore dovrebbe scattare l'immunità, con tutte le garanzie del caso. 

Mi rendo conto che è una soluzione più complicata sia del testo del Governo, sia dell'emendamento Finocchiaro-Calderoli, ma i principi o si rispettano o non si rispettano. Non si possono rispettare a metà. 



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.