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DIETRO LE QUINTE/ Ecco il "doppio gioco" che fa saltare Senato e Italicum

Pubblicazione:venerdì 27 giugno 2014 - Ultimo aggiornamento:venerdì 27 giugno 2014, 13.39

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Su questo il governo paga i suoi errori, il testo Renzi-Boschi era poco chiaro fin dall'inizio.

Riepilogando. Sulla legge elettorale secondo lei dunque niente è come sembra, e il senato vacilla. Ma non c'era il patto del Nazareno?
La realtà è che su quell'accordo c'è molta leggenda. Sicuramente è molto più virtuale che sostanziale… io credo che non ci fosse nulla di scritto, o meglio: che tutto fosse affidato alle mail preparatorie dell'incontro, quando la vera posta, tutta politica e poco tecnica, era la tenuta in gioco di Berlusconi, che in quel momento, ricordiamolo, era fuori dal cono di luce politico. Se è così, qualsiasi cosa venisse proposta dall'altro andava bene, purché rispondesse allo scopo principale. In quelle mail preliminari, di dettagli non ce n'erano. E nemmeno dopo, se pensiamo che da Berlusconi venne accettato anche il doppio turno, che è un tabù storico, perché il centrodestra, quando si torna alle urne la seconda volta, aggrega molto meno della sinistra. 

E la "prova" di un accordo così evanescente sarebbe in quello che vediamo adesso.
Certo. Le maggioranze omogenee non ci sono su nessun testo, né sulle riforme né sulla legge elettorale. l'Italicum ha fatto il primo passaggio alla Camera, ma non è stato un voto di merito. Si era in campagna elettorale e bisognava sostenere Renzi. Ora superare lo scoglio de Senato non sarà così facile.

E del gioco degli spazi politici, adesso chi si giova?
Tutti quelli che prima erano fuori gioco. Prima lo era Berlusconi, che ora è rientrato; e vi è rientrato anche M5S, messo all'angolo dal voto europeo. Nel frattempo Renzi, presidente del Consiglio e leader di una maggioranza sicura almeno in una camera, dà le carte. 

Ma i continui palleggi avvantaggiano Renzi o lo indeboliscono?
Il borsino di Renzi va in ribasso ogni volta che si scontra con una realtà più complicata di quella che sperava. Renzi è un politico che noi conosciamo perché è stato protagonista di una campagna elettorale continua durata due anni e mezzo. Adesso c'è un Renzi che deve misurarsi col governo. È un uomo solo al comando, che si scontra con dei gruppi parlamentari non suoi. Tutta gente che "ora o mai più". Non saranno tutti ricandidati e lo sanno.

Il suo 40 per cento alle europee varrà pur qualcosa.
Consacra un'onda positiva, ma è un voto europeo, dunque la composizione del Parlamento non cambia. D'altra parte lo scenario politico è monco, perché il centrodestra non è un'alternativa e questa è la vera forza di Renzi, il fattore che fa valere di più il suo 40 per cento. È un 40 per cento che vuol dire un milione di voti in meno di quelli presi da Veltroni; sono un bel po' di voti in libera uscita, ma privi di soluzioni politiche.

(Federico Ferraù)




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COMMENTI
27/06/2014 - Il re è nudo (Luigi PATRINI)

Il re è nudo, ma tutti (o quasi) hanno interesse a fingere di non vedere. Intanto il Paese va a rotoli e - venuta meno la tensione seria per "ri-costruire" quello che l'insipienza di una classe politica di nani e ballerine ha distrutto in vent'anni - i nuovi insipienti di turno cooperano a distruggere la famiglia, la testa dei giovani, i princìpi della legge naturale, facendo proposte di legge sempre più assurde (vedi la legge contro l'omofobia) e sempre più lontane dai problemi reali della gente comune. Si divertono così e intanto il Paese muore. Sempre più è chiaro il bisogno di ...Qualcuno che ci liberi dal male. Nota positiva: in molti cominciano ad accorgersene!