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CAOS FI/ Sorgi: Berlusconi? La crisi del centrodestra è in mano ai pm

Pubblicazione:sabato 28 giugno 2014 - Ultimo aggiornamento:giovedì 3 luglio 2014, 21.52

Silvio Berlusconi (Infophoto) Silvio Berlusconi (Infophoto)

Forza Italia ribolle. Diversi senatori vogliono il senato elettivo, col rischio di far saltare il patto del Nazareno, ma a quel punto potrebbe crollare anche l'intesa sull'Italicum. Nel frattempo, Berlusconi ha rivolto un appello alle forze moderate a tornare insieme per vincere, perché le elezioni non sarebbero lontane. Le premesse non ci sono, gli ha risposto Gaetano Quagliariello (Ncd) sul Corriere di giovedì. Abbiamo chiesto a Marcello Sorgi, editorialista de La Stampa, cosa succede nell'area di centrodestra. "Sullo sfondo rimane il problema di riorganizzare il centrodestra più o meno come è avvenuto nel centrosinistra con l'arrivo di Renzi, ma non si intravede un metodo".

Dunque l'appello di Berlusconi è destinato a cadere nel vuoto?
Finché alla guida di Forza Italia resta Berlusconi, la vedo difficile; quelli di Ncd se ne sono andati perché volevano che Berlusconi passasse la mano. La coalizione si è rimessa insieme in occasione di elezioni locali, ma senza risultati concreti. 

Cosa servirebbe?
Il Pd ha fatto le primarie, Renzi le ha vinte, una volta segretario ha fatto cadere Letta, ha assunto la guida del governo e ha preso il 40 per cento. Tutto questo nelle vecchie componenti del centrodestra è di là dal cominciare. 

È singolare che sia Crosetto (Fratelli d'Italia) che Quagliariello (Ncd) guardino al ruolo svolto nel centrosinistra da Matteo Renzi…
Il problema molto semplice è che il Pdl prima e Forza Italia poi sono state formazioni a proprietà esclusiva di Silvio Berlusconi. Non c'è democrazia interna, c'era e c'è un leader, il leader decideva tutto e gli altri obbedivano. La sentenza di condanna della Cassazione e poi la decadenza da senatore hanno mandato in crisi questo modello. Quando Berlusconi ha cercato di scambiare il sostegno al governo con la grazia non c'è riuscito, il centrodestra si è spaccato e un pezzo è rimasto al governo. Oggi, nella realtà delle cose, siamo ancora fermi a quella situazione.

Come spiega il fermento di questi giorni?
Le votazioni degli emendamenti la prossima settimana sono un'incognita, ed esiste obiettivamente l'occasione di dare una legnata a Renzi. La vogliono i dissidenti del Pd, la vuole Sel che ha subito una scissione in favore di Renzi… Forza Italia dovrà scegliere se sostenere il progetto di riforma contenuto nel patto del Nazareno. Berlusconi può decidere se sostenere Renzi, battendo gli emendamenti contrari. Se questo non avviene, i senatori di FI, non governati da Berlusconi, in parte si alleano coi dissidenti Pd, mandano sotto il governo e affossano la riforma. 

Con quali risultati?


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COMMENTI
28/06/2014 - Aspettiamo di essere "sorpresi" (Luigi PATRINI)

Se Berlusconi si decidesse a fare il ..nonno farebbe agli Italiani uno splendido regalo, paragonabile a quello che fece vent'anni fa, quando fermò la "gioiosa macchina da guerra" di Occhetto. Ma è inutile sognare: possiamo solo sperare che succeda un nuovo sorprendente miracolo; come accadde nel 1989, quando all'improvviso crollò il Muro di Berlino o, pochi mesi dopo, si verificò la rivoluzione di velluto di Praga. Non sogniamo, ma cerchiamo di sperare! E di invocare un nuovo sorprendente miracolo: in fondo la Storia non la facciamo solo noi poveri uomini!