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Politica

DIETRO LE QUINTE/ Scalfari vs. Renzi, dove portano le promesse mancate?

Eugenio Scalfari (Infophoto)Eugenio Scalfari (Infophoto)

Renzi ha fretta, e questa settimana rappresenta uno snodo cruciale. Da oggi si vota in Commissione Affari costituzionali sulle riforme, con il fronte trasversale che spinge per un senato elettivo e che non sembra intenzionato a recedere facilmente. In esso si uniscono i mal di pancia di casa democratica con quelli di Forza Italia. Si procede a tappe forzate, con l'obiettivo di avere il primo sì della commissione prima della sentenza sul caso Ruby, prevista per il 18 luglio, che potrebbe avere effetti destabilizzanti sulla tenuta del partito berlusconiano.

Sul piano economico troppi indicatori segnalano un aumento della pressione fiscale, come il ritocco della tassazione delle rendite finanziarie, o l'entrata in vigore dell'obbligo di accettare pagamento con carte di credito e bancomat anche per commercianti, artigiani e professionisti. 

Da ultimo lo scenario europeo, forse quello su cui Renzi punta di più: da martedì comincia il semestre italiano, mercoledì il premier parlerà al parlamento di Strasburgo, convinto di poter invertire il trend e di segnare la presidenza con un piano per la crescita vero, da imporre giocando di sponda con il francese Hollande. La parola chiave della sua comunicazione è che l'Europa deve ritornare a dare speranza, ma in privato confessa che la flessibilità dalla politica del rigore lui e l'Italia se la dovranno meritare. Nel dirlo finisce per dare ragione a Romano Prodi, quando lo ammonisce dicendo che adesso è il momento dei fatti concreti e non delle belle intenzioni.

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COMMENTI
30/06/2014 - Bella, l'idea! (Luigi PATRINI)

Già, i ... fatti concreti! Proprio quello che aspettiamo! Ma il "bomba" sa cosa sono i "fatti"? soprattutto quelli "concreti"?