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RETROSCENA/ Le riforme di Renzi preparano la svendita dell'Italia

Le Raccomandazioni della Commissione Ue, lette nell'attuale momento politico, che cosa dicono? Renzi sarà promosso a due sole condizioni. Ma c'è dell'altro. STELIO MANGIAMELI

Matteo Renzi in campagna elettorale (Infophoto) Matteo Renzi in campagna elettorale (Infophoto)

Le elezioni europee hanno rafforzato il governo Renzi. Ma per quale politica? Con le osservazioni della Commissione europea, si parla in modo pressante di misure di riallineamento e di riforme: aumento della tassazione, sulla casa (Tasi) e sui consumi (Iva), e privatizzazioni, cioè vendita di capisaldi della nostra struttura economica pubblica. 

Perché queste indicazioni da parte della Commissione? Non ci dimentichiamo che abbiamo sottoscritto il Fiscal compact e introdotto in Costituzione il pareggio di bilancio. 

Rispetto agli impegni assunti il governo Renzi ha chiesto un anno di proroga e la Commissione lo ha concesso, ma questo non è un rimandare, bensì una bocciatura e siamo costretti "a ripetere l'anno". 

Questa circostanza, in Europa, tra le istituzioni e in particolare in seno al Consiglio europeo, ha reso irrilevante il successo elettorale del premier. Renzi sarà promosso, se centra due obiettivi: la riduzione di una quota del debito (circa 45 miliardi di euro) e il raggiungimento del pareggio di bilancio che consta di almeno altri 2,5 punti di Pil. Questo nel 2015, ma anche nel 2016 e negli anni successivi. Si tratta di una limitazione finanziaria enorme per l'Italia.

Sin qui l'Unione europea, che detta la linea dei compiti, ma che non considera affatto i problemi di cui è portatrice: uno standard democratico insufficiente, una moneta senza copertura politica, un asservimento al mercato e agli operatori finanziari, eccetera. L'Unione europea non è amata dai cittadini europei, e a ragione: si finge un'istituzione tecnica e neutrale posta a salvaguardia del funzionamento del mercato interno; per contro, pretende l'amore per il sovrano assoluto da parte del popolo, quando i cittadini europei si lamentano della sua lontananza e indifferenza rispetto ai loro problemi. Ma come diceva Delors: "Non si può amare un mercato!"

Dubito, però, che il nostro governo possa riuscire a fare modificare le regole del Fiscal compact. 

Non resta, perciò, che considerare i "compiti" dell'agenda europea come il vero problema costituzionale della Repubblica Italiana.

Da questo punto di vista la sensazione è che il dibattito interno distragga l'opinione pubblica dall'impegno che lo stare in Europa comporta.

Il Governo dovrebbe fare di tutto perché si rimetta in moto la crescita economica: una spesa pubblica che aumenti i consumi e realizzi investimenti infrastrutturali e innovazione, che ammodernino il Paese e lo rendano competitivo. Il debito e il deficit sono punti importanti di questo ipotetico progetto, ma gli obiettivi europei non possono essere perseguiti con i tagli o drenando altre risorse dalle tasche dei cittadini, bensì con l'efficienza e tornando a produrre ricchezza. 

È a questi fini che servono le riforme. Ma quali? Soprattutto quella dell'amministrazione. 


COMMENTI
05/06/2014 - Ma chi ci crede? (Alberto Pennati)

Forse il presidente del Consiglio non ha capito che molti dei voti ottenuti sono di elettori che volevano evitare la corsa di Grillo. Oltretutto viene da un partito che ha sempre goduto dell'appoggio di certa magistratura (strano che molti ex magristrati che si sono dati alla politica lo hanno fatto nelle file del Pci-Ds-Pd...) che però sta lanciando strani segnali (vedi Venezia, che comunque vedremo come va a finire; mal che vada come un altro Greganti). Oltretutto come Sindaco ha un giudizio pendente dalla Corte dei Conti per certe strane manovre sul bilancio 2011 del Comune di Firenze. E per ora, al di là di tante belle parole, sta contribuendo ad innalzare la pressione fiscale. Ma chi ci crede?

 
05/06/2014 - commento (francesco taddei)

da prodi a renzi tutto cambia ma la musica è la stessa: serva italia. invece di vendere i gioielli vendiamo i servizi pubblici locali, usati dai partiti per fare clientelismo. renzi l'innovatore?