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DIETRO LE QUINTE/ I "dubbi" di Lupi, l'Italicum e Renzi dividono Ncd

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Angelino Alfano (Infophoto)  Angelino Alfano (Infophoto)

Ncd può essere una “coscienza critica importante”, ma di questi tempi, mentre si corre verso una riforma elettorale come l'Italicum, che spazzerebbe via il ruolo delle piccole forze, la stessa “coscienza critica”, il ruolo di puntellare e di incalzare il governo su alcuni punti rischia di diventare ininfluente. E' una domanda imprescindibile che Ncd non può evitare di porsi. Poi c'è la prospettiva della ricostruzione di un nuovo centrodestra. Ma il problema non si presenta affatto semplice. Chi può essere l'interlocutore di Ncd in questo momento in Forza Italia? Un Berlusconi “azzoppato” non sembra di certo l'interlocutore adatto e i suoi luogotenenti (quali?) fanno capire che Berlusconi c'è e non c'è, che in fondo il Cavaliere esita a decidere, ma ugualmente vuole sapere tutto e dà l'impressione di voler essere sempre quello che ha l'ultima parola.

In una simile situazione, l'obiettivo della ricostruzione, al momento, appare una chimera. Poi ci sono problemi di gestione politica interni al Ncd. Scontato che qualcuno sperasse in un risultato elettorale più convincente, magari un 8 percento che avrebbe messo a tacere qualsiasi polemica o sintomi di malpancismo. Invece, nonostante l'alleanza con l'Udc, il risultato è servito, per soli quattro decimi, a fare scattare il quorum. C'è chi dice che il risultato al Sud sia stato migliore di quello al Nord, ma c'è chi ribatte che, se si va a vedere bene, il risultato del Nord è stato più organizzato e nello stesso tempo c'è chi fa notare che allearsi con l'Udc, nel Nord del Paese, non ha mai giovato. La sostanza di tutto, quello che emerge da queste discussioni incrociate, sembra il ruolo della conduzione del nuovo partito. Angelino Alfano farebbe soprattutto il ministro dell'Interno, non l'organizzatore di un nuovo soggetto politico che è appena nato.

C'è chi vede in Maurizio Lupi il possibile nuovo leader, ma Lupi deve decidere tra il suo ruolo di europarlamentare e nello stesso tempo quello di attuale ministro. Alla fine chi resta? Il professor Gaetano Quagliariello, che ha tutta l'aria di un accademico che s'intende di politica, ma che non appare adatto al ruolo di leader.

Al momento c'è quindi una riflessione attenta, ma l'impressione è che al più presto il ruolo del Ncd debba chiarirsi. Forse sarà la riforma elettorale, quell'Italicum che è in cantiere, a dare una sveglia alle formazioni minori che ci sono in Parlamento. E' possibile che una delle riforme tanto attese sia firmata anche da forze che sarebbero destinate a sparire come in una sorta di “suicidio” politico?



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COMMENTI
06/06/2014 - Sogno... (Giuseppe Crippa)

Personalmente sogno che le componenti (chiamarli partiti è ormai ridicolo) che hanno sostenuto l’NCD alle elezioni europee si sciolgano entro l’estate e che il segretario della nuova formazione che nascerebbe in autunno dalla loro fusione sia scelto con delle primarie tra candidati rigorosamente “under 35”.