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DIETRO LE QUINTE/ La "fase due" di Berlusconi è (già) fallita

Pubblicazione:sabato 7 giugno 2014

Silvio Berlusconi (Infophoto) Silvio Berlusconi (Infophoto)

C'è qualcuno che ancora pensa che Silvio Berlusconi sorprenderà tutti con alcune iniziative clamorose. Può anche darsi che, in questo momento di fase politica post elettorale di apparente calma, nessuno possa interpretare con esattezza quello che ha in mente il Cavaliere. Ma l'impressione è che tutta l'area del centrodestra, di cui Forza Italia è ancora il "pilastro" in quanto a consensi elettorali, stia subendo una sorta di Caporetto, senza per altro avere in serbo un generale Diaz che possa sostituire Cadorna e che si possa arrivare alle battaglie sull'Isonzo.

Se il Nuovo centrodestra cerca un suo posizionamento politico, per non apparire come un'appendice della leadership di Matteo Renzi e del suo governo, prima ancora del Pd, Forza Italia sta contando i "cocci" di un risultato elettorale che, realizzato in modo giusto o sbagliato, condizionato o non condizionato da interventi "esterni" alla politica, la relega in una posizione di terzo partito, distante più di sei punti dal movimento dei grillini.

Chissà se Denis Verdini poteva immaginare un simile quadro politico, mentre si avviava al "Nazareno" per realizzare un accordo istituzionale con Matteo Renzi. Dicono che Verdini sia un bravo giocatore di poker, ma in questa occasione sembra che non si sia accorto che a quel tavolo si giocava a "scala quaranta". In effetti, la sigla sull'Italicum (la riforma elettorale), in questo momento e prima che il Movimento 5 Stelle rientri nei ranghi di una fisiologica dimensione di protesta (ma avverrà e quando?), comporterebbe una sostanziale marginalità politica per tutto il centrodestra, sia quello che si dibatte vicino a Renzi stando al governo, sia quello che resta all'opposizione, come Forza Italia e altri possibili alleati, come la Lega Nord e altri gruppi ancora.

Il rischio è che alla fine il cosiddetto bipolarismo italiano si risolva in una permanenza di Matteo Renzi alla guida del Paese non sino al 2018, alla scadenza naturale della legislatura, ma per almeno un decennio. È vero che la crisi economica continua a mordere. È vero che Renzi deve mantenere le sue promesse. Ma è altrettanto vero che si può galleggiare anche nel pantano, mentre gli altri litigano o restano sott'acqua.

Che cosa succede in questo momento in Forza Italia? Raffaele Fitto, dal Sud, dove ha avuto una valanga di consensi e dove Forza Italia è andata meglio che nelle sue zone naturali come il Nord, reclama, di fatto, una nuova leadership e una iniziativa politica. L'ex governatore della Puglia non ha alcuna intenzione di abbandonare Forza Italia, resta un "lealista", per usare il termine usato dopo la scissione di Ncd nel novembre scorso. Ma batte i pugni sul tavolo e pare pronto a organizzare una minoranza nel partito. 


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