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Politica

RIFORME/ L'Italia è caduta nella trappola di Renzi

Matteo Renzi (Infophoto)Matteo Renzi (Infophoto)

L’inganno continuamente riproposto è quello di ritenere che le riforme di Senato e legge elettorale abbiano un’incidenza sulla situazione concreta. Le vere riforme necessarie al nostro Paese riguardano la pubblica amministrazione e il sistema della giustizia. Sono quest’ultime a incidere sulla capacità di produrre reddito nel Paese. In secondo luogo se avessi il 40% come Renzi penserei a una riforma del mercato del lavoro e dell’assistenza sociale, perché questi sono i punti dolenti dell’attuale sistema normativo, e non le riforme istituzionali.

 

Lei come attuerebbe una riforma della pubblica amministrazione?

La pubblica amministrazione è diventata qualcosa di assolutamente pervasivo, ed è un sinonimo di spesa pubblica pari ad almeno il 50-51% del Pil nazionale. Bisogna andare verso un mutamento degli schemi pregressi, ed è soltanto una banalità affermare che si dovrebbe andare in una direzione di efficienza della spesa. La nostra pubblica amministrazione oggi è efficiente rispetto agli obiettivi che le sono stati consegnati 30 o 40 anni fa. Oggi la situazione è cambiata, e non siamo preparati a elaborare un disegno complessivo di amministrazione pubblica adeguato ai tempi. E’ quindi una difficoltà sia concettuale che pratica, perché riformare la pubblica amministrazione è molto più difficile che riformare il sistema elettorale o il Senato. I funzionari pubblici sono stati abituati per una vita a lavorare secondo determinati schemi, che non possono essere intaccati dall’oggi al domani solo con una legge o un regolamento.

 

(Pietro Vernizzi)

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