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Politica

BERLUSCONI E I GAY/ Feltri e la Pascale tirano giù la maschera a Silvio

Feltri e la Pascale si sono iscritti all'Arcigay. E fanno cambiare idea a Berluaconi. Ma non era il baluardo dietro cui si erano rifugiati molti cattolici? MONICA MONDO

Francesca Pascale (Infophoto)Francesca Pascale (Infophoto)

Non stupisce affatto che alcune personalità legate pur senza incarichi di partito a Forza Italia si schierino a favore di una legge che riconosca le unioni omosessuali. È la linea maggioritaria in quell'area politica che si richiama ai principi liberali, e in gran parte radicali. Se negli anni di governo del centrodestra su questi temi si è glissato, è stato per motivi opportunistici, ovvero ottenere una benevolenza da parte delle gerarchie ecclesiastiche, e relativa crescita di consensi nell'elettorato cattolico. Benevolenza e consensi che non ci sono stati, almeno secondo previsioni, checché se ne dica con generalizzazioni ingiuste e non vere. Poi, possiamo discutere di posizioni personali, anche di prelati o religiosi: alcuni non hanno nascosto la loro simpatia per una forza politica che sembrava rallentare la deriva zapaterista anche in Italia, alcuni hanno commendato e preso le distanze, affiancandosi ad altre aree culturali. 

Così come bisogna riflettere anche sulle posizioni sincere e scomode di alcuni parlamentari di Forza Italia, che sulla difesa della vita e della famiglia si sono spesi con decisione, come i loro colleghi di altri partiti: insomma, non solo complicità da una parte, non solo strumentalizzazioni dall'altra. È vero che per un decennio è sembrata alzarsi la voce forte di alcuni cattolici impegnati in politica, di tutto l'arco parlamentare o quasi, che hanno fatto muro, e battagliato perché certe leggi infauste non passassero. Ma appunto, si è trattato di battaglia, e non lo ritengo il termine più appropriato per chi appartiene alla Chiesa. Se lasciamo fuori la Chiesa, com'è giusto, le battaglie si fanno per vincerle,  e bisogna chiedersi perché non si sono vinte. 

Tante volte si è scesi sullo stesso campo dell'avversario, trasformato in nemico, contando i colpi nella cartuccera. In ogni caso sono battaglie che si perderanno sempre, se non si riparte dall'educazione, che può riabituare a ragionare, senza seguire i lustrini di una presunta libertà, che è solo fare quel che ci pare e piace. La sfida è anche più ardua, ed epocale: una famiglia è fondata su un uomo e una donna disposti a generare (disposti fisicamente, anzitutto), non perché lo dice la tradizione. C'è un diritto naturale che la ragione riconosce, se non rinnega se stessa.   

La questione dei diritti omosessuali è da sempre mal posta: i diritti li garantisce la Costituzione ad ogni persona, senza distinzione di sesso, nascita, colore della pelle, etnia, salute, condizione. Inclusi gli embrioni, i disabili gravissimi, i malati terminali, l'ultimo straniero sbarcato da un barcone sulle nostre coste.

Il matrimonio non è un diritto: è un dovere, laicamente inteso,  e una responsabilità. Per la fede è un sacramento, e Dio l'ha stabilito tra maschio e femmina. Avere un figlio non è un diritto. Adottarne uno nemmeno, è la stessa cosa. Poi, possiamo discutere, dobbiamo discutere, sull'estensione di alcuni diritti alle coppie non sposate, che siano gay oppure no, che riguardano questioni economiche, principalmente. Non è una questione di fede, né da appaltare a partiti pro e contro, buoni o cattivi.


COMMENTI
01/07/2014 - berlusconi (delfini paolo)

Forza Italia è solo uno dei tanti partiti liberalborghesi esistenti in Europa. Dispiace che tanti cattolici ma anche non cattolici si fossero illusi che fosse un'altra cosa.

 
01/07/2014 - Sempre facile tirare su Berlusconi (Massimo Zamarion)

Sempre facile tirare su Berlusconi. Guardiamo alla realtà: non c'è "centrodestra" europeo della "vecchia Europa" che non si sia piegato da tempo al politicamente corretto e alle teorie di gender, molto ma molto più che in Italia. Il centrodestra berlusconiano per tutti questi anni ha costituito quanto meno un freno alla deriva. Non sarebbe stato il caso che il mondo cattolico ne fosse stato più cosciente? Da vent'anni il mondo laico-progressista, compreso quello rappresentato dai grandi giornali "moderati", ha lavorato per distruggere e per dividere il centrodestra berlusconiano. Ma non sembra che i cattolici se ne siano troppo preoccupati. Anzi, non solo i cattolici "adulti", ma anche quelli "ortodossi" (magari inseguendo la strada dell'inutile partitino cattolico) hanno mostrato più volte di volersi staccare dalla sponda berlusconiana, inseguendo non si sa quali illusioni. Adesso che la piattaforma politica berlusconiana è stata frantumata vediamo i bei risultati di questa cecità. Certamente Berlusconi sbaglia (almeno non è stato mai così ipocrita di professarsi cattolico perinde ac cadaver) ma umanamente parlando si può ben capire come nell'intimo suo abbia una gran voglia di dire anche ai cattolici (come a molti altri): "Mi avete sempre lasciato solo. Non mi avete mai ringraziato. Adesso arrangiatevi".