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SENATO & RIFORME/ Russo (Pd): c'è un rischio di "dittatura della maggioranza"

Pubblicazione:martedì 1 luglio 2014

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La riduzione del numero dei senatori prevista dalla riforma rende autosufficiente la maggioranza politica della Camera. Poiché avremo una legge elettorale fortemente maggioritaria, si rischia di imporre quella che i tecnici chiamano una “dittatura della maggioranza”. Si rischia così di stravolgere un istituto come quello del presidente della Repubblica, che sulla base dell’attuale Costituzione deve essere eletto sulla base di maggioranze trasversali proprio perché è un’istituzione di garanzia. Se domani diventasse semplicemente il presidente della Repubblica del centrodestra o del centrosinistra, cambieremmo di fatto l’architettura istituzionale del nostro Paese. Nulla contro il presidenzialismo o il semipresidenzialismo, però dovremmo deciderlo apertamente, non involontariamente come rischiamo di fare.

 

Che cosa intende fare a questo punto?

Con alcuni colleghi abbiamo presentato una serie di emendamenti. Uno di questi va nella direzione di ridurre il numero dei deputati, che è una soluzione possibile e riporterebbe l’Italia su standard europei in termini di numerosità dei componenti della camera bassa. Un secondo emendamento prevede la maggioranza dei tre quinti in tutte le votazioni per il presidente della Repubblica, o comunque per un numero elevato di votazioni. Ciò costringerebbe a trovare un accordo ampio sul nome del presidente della Repubblica, per eleggere una figura che garantisca centrodestra, centrosinistra e, perché no, M5S.

 

(Pietro Vernizzi)



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