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Politica

J'ACCUSE/ Mario Mauro: Renzi è il grimaldello dei poteri forti contro la democrazia

Matteo Renzi (Infophoto)Matteo Renzi (Infophoto)

C’è un atteggiamento paternalista nel procedere in questo percorso di riforme. Il mantra è che le riforme sarebbero sollecitate dalla nostra presidenza europea del semestre, e quindi sarebbero indispensabili per essere autorevoli in quella sede. Nella realtà non è affatto così. L’Europa da lungo tempo chiede riforme all’Italia, le uniche che non chiede sono quelle di natura costituzionale. Su queste ultime l’Ue raramente si pronuncia, lo ha fatto di recente solo per quanto riguarda il pareggio di bilancio in Costituzione, e l’Italia è stata parecchio sollecita nell’adeguarsi. L’Europa non è mai entrata nella discussione se sia meglio per la Spagna o per l’Italia avere la repubblica o la monarchia, figuriamoci su modi e tempi di una riforma del bicameralismo perfetto. La verità è che l’Europa vuole che noi cambiamo il mercato del lavoro, vuole che modifichiamo la giustizia civile, vuole cioè tutte quelle riforme che ci consentano un recupero di competitività, ma non ci ha mai detto come fare la riforma del Senato.

 

Come vede il fronte trasversale del malcontento verso Renzi?

Trovo questo malcontento più che ragionevole, dal momento che è espressione di posizioni che semplicemente dicono che la riforma si potrebbe migliorare. Impostata come chiede il governo, la riforma del Senato è un pretesto per sposarla con l’Italicum, cioè con una legge elettorale che alla luce del patto Renzi-Berlusconi consenta di spartirsi il bottino e il consenso dell’opinione pubblica.

 

Come si spiega l’intervento di Napolitano a favore di Renzi?

Il presidente della Repubblica è intervenuto perché le riforme si facciano presto. Ovvio che per me fare presto significa anche fare bene.

 

Sulla riforma del Senato Renzi può già cantare vittoria o è prematuro?

Chi si occupa in questi giorni di riforma costituzionale deve imparare a distinguere tra princìpi e prìncipi. Deve cioè scegliere tra i doveri di una corte e l’appartenenza a una grande storia che è quella della nostra nazione garantita da un’ottima Costituzione.

 

A che cosa si riferisce quando parla dei “doveri di una corte”?

In questi giorni ho ascoltato e imparato da uomini liberi che credono nelle istituzioni, primo fra tutti il senatore del Pd Vannino Chiti. Da parte di chi sostiene le riforme del governo, più che la concretezza del fare e la difesa della verità, c’è la preoccupazione di non contrastare il principe.

 

Renzi, o il principe come lo definisce, è appoggiato o contrastato dai poteri forti?

Renzi ha dalla sua molti poteri forti, che in lui hanno trovato il grimaldello attraverso cui scardinare la nostra democrazia. Mi riferisco soprattutto ai poteri forti di natura finanziaria, che possono essere giustamente chiamati in causa come la vera origine dell’avventura politica di Renzi.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
10/07/2014 - L' Araba Fenice (Santino Camonita)

Mi spiace che l'on Mauro, politicamente parlando, stia perdendo quell' "appeal" che lo caratterizzò all'inizio della sua carriera politica come parlamentare europeo, e questo lo dico da suo elettore. Quando un politico non ha più cartucce, spara l'ultimo colpo a salve che gli resta: l'Italia è in mano ai poteri forti che si servono di volta in volta di uomini usati come "grimaldello per scardinare la democrazia"...ma quante volte in questi decenni abbiamo sentito questo J'accuse ?! No, on Mauro, a questo mantra non credo più...lo dica chiaramente: "siccome mi hanno fatto fuori, e politicamente parlando valgo zero, sono molto incazzato!!", mi creda è molto più semplice cosi, in modo che tutti capiscano, senza bisogno di invocare "i poteri forti" che sono ormai come l'Araba Fenice, che vi sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa.

 
10/07/2014 - Urge che gli intellettuali si pronuncino (Ivio Nicola Marongiu)

In assenza di partiti credibili e di sindacati attivi, urge l'intervento esplicativo e mobilitante degli intellettuali. È una vecchia questione che l'attacco alla democrazia richiede con forza. Bisogna che i poeti e gli scienziati tornino a cantare e a gettare l'allarme al popolo. Urge che vengano risvegliati e sollecitati per svegliare e sollecitare alla resistenza. Ma, come al solito, gli intellettuali, canterini in tempi di opposizione tutelata e à la page, si rivelano rintronati, muti e paurosi quando il tempo si fa davvero buio. Mi riferisco ad esempio a tipi sensibili come Benigni, Eco, Fo, ecc.

 
10/07/2014 - Poteri forti? (Valentina Timillero)

Tutto torna, va bene, ma quali sono questi poteri forti? Si possono, anche in forma anonima, farne i nomi a noi comuni mortali? Perché non è che una diagnosi politica, per ciò stesso che chiama in causa i poteri forti, allora si legittima come tale. Grazie