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NUOVO SENATO/ Pasquino: da oggi gli italiani sono un po' meno liberi

Pubblicazione:venerdì 11 luglio 2014

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In linea di principio a me non importa che l’asse non si sia spezzato. Le riforme così come sono state congegnate tra Renzi e Berlusconi non possono funzionare. Le riforme non devono essere approvate semplicemente dai due capi-partito, bensì dal Parlamento. Sarebbe stato quindi necessario coinvolgere da un lato tutti i partiti che fanno parte del governo, dall’altra ascoltare e sottoporre delle proposte anche al Movimento 5 Stelle, che rappresenta pur sempre un quarto degli elettori italiani.

 

Eppure in commissione si è trovata un’intesa molto ampia…

Il dato di fatto è che le due principali riforme, quella del Senato e l’Italicum, sono entrambe brutte in quanto non danno potere agli elettori. Nessuno si è posto il problema di come evitare che ci sia una maggioranza che prende tutto, compresa la presidenza della Repubblica. Il sistema nasce squilibrato e trovare un riequilibrio non sarà affatto facile.

 

Secondo quali modalità lei ritiene che andasse coinvolto anche l’M5S?

L’M5S andava coinvolto quantomeno nella riforma della legge elettorale. In particolare una preferenza per la Camera dei deputati è non solo necessaria, ma assolutamente indispensabile. Nel 1991 gli elettori italiani votarono per una preferenza. I pentastellati hanno ragione anche per quanto riguarda le modalità di attribuzione del premio di maggioranza, che dovrebbe essere assegnato attraverso il ballottaggio tra i due partiti più votati. Se si va a un dibattito serio possono emergere proposte migliori della legge elettorale del governo prevista dal patto tra Renzi e Berlusconi.

 

(Pietro Vernizzi)



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