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RIFORME/ Senato, via libera dalla Commissione. Renzi: non temo il voto in aula

È stata trovata la quadra sulla riforma del Senato. Dopo l’ennesimo stop subito ieri in commissione Affari Costituzionali dal ddl Boschi è arrivato il sì al testo che lunedì passerà in aula

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È stata trovata la quadra sulla riforma del Senato. Dopo l’ennesimo stop subito ieri in commissione Affari Costituzionali dal ddl Boschi e una giornata agitata – con lo sfogo di Roberto Calderoli: “Non c’è l’intesa, deciderà l’aula” – è arrivato il tanto agognato sì (contrari Sinistra Ecologia e Libertà e  il Movimento 5 Stelle). Lo scoglio da superare era quello relativo all’articolo 2 sull’elezione dei senatori, che ora saranno eletti dai consigli regionali su base proporzionale. Il disegno di legge sulle riforme costituzionali arriverà in aula lunedì 14 luglio e qui potrebbe comunque subire modifiche. Maria Elena Boschi esulta: “Sono molto soddisfatta. Esce dalla Commissione un buon testo. È stato rispettato l’impegno a far uscire il ddl entro oggi e di questo ringrazio la Commissione” e le fa eco lo stesso Calderoli, anche’egli appagato: il senatore della Lega Nord parla di passo in avanti (“Gridare al lupo al lupo alla fine è servito a qualche cosa”). Questa mattina il premier Matteo Renzi, a consiglio dei ministri concluso, ha illustrato in conferenza stampa le decisioni prese: “È una giornata di straordinaria importanza per il paese, il processo di riforme strutturali avviato sta producendo tappe con un ritmo giusto. Non facciamo le corse, approviamo le tappe in tempi regolari, dopo anni di rallentamenti andiamo a velocità normale. Noi stiamo davvero cambiando l'Italia". Il presidente del consiglio ha anche parlato della riforma della Pubblica amministrazione (“Alla fine del percorso di riforme, alla fine dei 1000 giorni, il rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione sarà rovesciato. Stiamo facendo la rivoluzione del buon senso, dimezzando la politica, semplificando e invertendo rapporto tra cittadini e P.A), decreto Ilva, riforma del Terzo Settore e crescita: “Siamo assolutamente certi del fatto che se l'Italia fa le cose che deve fare è nelle condizioni di essere il locomotore che porta l'Europa fuori dalla stagnazione. La mia scommessa è su un'Italia in grado di guidare l'Europa".

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