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NUOVO SENATO/ Corsini (Pd): una "camerina" che mette a rischio la democrazia

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Sotto il profilo elettorale l’Italicum è un po’ spagnolo e un po’ francese. Mi domando però come si possa parlare di modello tedesco, quando il Bundesrat vede al suo interno i governi regionali. Questa “camerina” che loro chiamano Senato della Repubblica non ha quindi nulla a che vedere con il Bundesrat.

 

Per il ministro Boschi la riforma del Senato non ha nemici tra i cittadini. E’ davvero così?

Trovo che l’opinione pubblica italiana sia scarsamente interessata a questo tema, perché è invece molto interessata ai problemi della disoccupazione, del lavoro, della riduzione dei consumi, del futuro dei figli. Questi sono i problemi che angosciano gli italiani. Da sondaggi condotti dal Tg3, all’interno della trasmissione Ballarò, e da Antonio Noto di Ipr, risulta però che il 30-35% dei cittadini predilige un Senato di nominati, e un 60-65% opta assolutamente per un Senato di eletti.

 

Che cosa risponde a chi afferma che quanti si oppongono a un Senato di nominati lo fa più per motivi politici che ideali?

I cosiddetti “motivi politici” per me sono lontani anni luce. Ho sempre sostenuto l’azione di governo, ho il 99,17% di presenze in aula, e ho votato quasi al 100% per le leggi di maggioranza o proposte dal governo. Quella sul Senato elettivo per me è semplicemente una battaglia di principio, o meglio una testimonianza che mi sento di fare, perché il Senato così come è congegnato non è da me condiviso né per quanto riguarda la sua struttura ordinamentale né per quanto riguarda i fondamenti che lo reggono. Non c’è nessuna volontà di sabotare o di frenare le riforme del governo.

 

A chi si riferiva quando ha detto che i senatori dissidenti sono bollati come “gufi, sabotatori, rosiconi e professoroni”?

Non mi riferivo a divisioni interne al Pd, bensì a espressioni usate dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Il premier Renzi però è anche il segretario del suo partito… Sì, ma io credo che una responsabilità in più, anche nell’uso della terminologia e del linguaggio, deriva dal fatto che Renzi è presidente del consiglio dei ministri, e non soltanto segretario del suo partito. Ciò dovrebbe invogliarlo a un processo di purificazione del linguaggio. In più di un’occasione Renzi e la Boschi anziché discutere nel merito le proposte avanzate definiscono i dissenzienti con degli epiteti. Io trovo questo un segno di regressione della civiltà e del linguaggio politico.

 

(Pietro Vernizzi)



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COMMENTI
12/07/2014 - Il problema vero della democrazia è altrove (ROBERTO PELLEGATTA)

Sono impressionato dallo spazio che viene dato a tutte queste reazioni negative al nuovo Senato. Ridurre il numero dei politici, ridurre i passaggi eterni delle leggi, dare peso istituzionale alle regioni invece sono scelte buone. La vera democrazia si vedrà altrove: nella scelta del sistema elettorale di rimettere le preferenze o di introdurre i collegi uninominali, cioè nel dare potestà al popolo di scegliere i deputati e cambiarli ogni 4 anni.

 
12/07/2014 - Sono pienamente d'accordo (Luigi PATRINI)

E' davvero incredibile a quale livello sia sceso il dibattito politico in questo Paese. Mi chiedo però come possano, i Rappresentanti del Popolo, non insorgere contro questo degrado. Fermate Renzi prima che sia troppo tardi e non costringeteci a rimpiangere il Cav. e la sua inconcludenza operativa, così piena di promesse e di illusioni!