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RIFORME/ Senato e Italicum, il "golpe" di Renzi in 4 punti

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

No. In primo luogo l’Italia non è una repubblica federale, bensì uno Stato regionale. In secondo luogo il presidente della Repubblica in Germania ha poteri più ridotti, il Cancelliere ha maggiori poteri ma è sottoposto a determinati controlli e la Corte costituzionale funziona in modo diverso. Il Parlamento tedesco è eletto con un sistema rigidamente proporzionale, e l’unico limite è la soglia di sbarramento al 5%. Il modello tedesco non c’entra quindi nulla con la riforma del Senato di Renzi, chi lo dice o è in totale malafede o è un incompetente totale.

 

Perché è così categorico?

Perché la riforma del Senato si incrocia con l’Italicum, che è congegnato in modo tale che per assurdo basta l’8% dei voti per aggiudicarsi il 54% dei seggi. E’ molto peggio della legge Acerbo, voluta da Mussolini nel 1924, che almeno prevedeva che il premio di maggioranza scattasse qualora la lista più votata avesse almeno il 25%.

 

Ma alla Camera per avere il premio di maggioranza non è necessario il 37%?

Al primo turno, ma non al secondo. Se al primo turno nessun partito ottiene il 37% si va al secondo turno. A contare sono però i voti ottenuti al primo turno, i quali indicano il reale livello di rappresentatività. E siccome è possibile che a vincere sia non il primo arrivato bensì il secondo, magari al primo turno aveva solo il 20%.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
13/07/2014 - Paese irriformabile (Santino Camonita)

Ormai ne sono certo: l'Italia è un paese IRRIFORMABILE, perchè ogni volta che qualcuno, che sia di centrodestra o di centrosinistra non importa, tenta di smuovere questo pachidermico sistema fatto di veti politici incrociati, si grida subito al "golpe", "all'attentato alla democrazia" dimenticando che sono cinquant'anni che in Italia non c'è vera democrazia; per non parlare poi di tutti i "colpi di stato" striscianti che vi sono stati. Ricordate i cambi di governo ogni paio di mesi e i primi ministri che facevano la "staffetta"? Per non parlare poi delle innumerevoli elezioni anticipate condite dallo slogan: diamo la parola al popolo sovrano! Che presa per il c...! Servivano solo a ri-spartire il potere. E adesso ne paghiamo le conseguenze amare, dolorose dove non è scritto da nessuna parte che si riesca a venirne fuori. Questo è il modello di democrazia dove tutti in nome della stessa comandano (soprattutto chi non ha voti), che si è già dimostrato essere fallimentare, e che in tanti purtroppo (ahimè), compreso l'autore dell' articolo, sognano, perché più il sistema è ingarbugliato su se stesso, più per le caste e le lobby (Banche, Giornali ed editoria, Magistratura, mondo Accademico… continuate voi) è manna dal cielo e denaro per le loro tasche. Dio non voglia che per riformare veramente questo nostro paese bisogna passare cruentemente attraverso le lacrime e il sangue di un popolo che soffre non solo per la crisi economica, ma ancor di più perchè si sente abbandonato.

 
13/07/2014 - Piano con le parole... (Giuseppe Crippa)

Un dibattito sulla qualità della nostra democrazia è davvero utile ed interessante e sono lieto che Il Sussidiario gli dedichi dello spazio. Personalmente sono un “proporzionalista puro” ma non mi permetto di dire – per esempio - che il sistema inglese, fortemente maggioritario, non sia democratico.