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SENATO E RIFORME/ Il giurista: tutto da cambiare, ecco perché

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Non vede? Il Parlamento nazionale è tanto pletorico quanto inutile: le leggi le fa il Governo con i decreti-legge e con i decreti legislativi e quella che siede in Parlamento nei diversi partiti si fa fatica a considerarla una vera classe politica: è un insieme di nominati, in genere impreparati e ossequiosi del principe di turno. Basti vedere quanti bersaniani e lettiani si sono scoperti improvvisamente un'anima renziana.

Renzi e Grillo ora si parlano. Sembrano convenire sulla non immunità per i futuri senatori e sul sistema elettorale, a proposito del quale discutono di soglie e premi (alla coalizione o alla lista). Che ne pensa?
L'immunità i futuri senatori la dovrebbero avere non in quanto senatori, ma in quanto consiglieri regionali, ma comprendere questo sarebbe troppo per la classe politica italiana e portare esempi di diritto costituzionale comparato è anche inutile. Come si possono spiegare certe cose ai geni della politica italiana? Quanto all'accordo tra Grillo e Renzi sulla legge elettorale mi sembra disvelare pienamente ciò che c'è dietro ad un movimento come il M5S, e cioè che si è trattato di un movimento buono per congelare i voti di protesta.

E adesso?
E adesso il regista sta organizzando il travaso sul "nuovo attore"; una prima parte del travaso è stata effettuata con le elezioni europee; forse una seconda parte di voti sarà travasata nelle prossime elezioni politiche, quelle nelle quali si misurerà realmente il consenso e il successo di Renzi. Un leader politico vero (l'Italia sembra al momento non averne) non dichiara di prendere il Maalox il giorno dopo le elezioni europee, dà un commento politico serio del risultato e dice esattamente cosa pensa di fare.

Lei aveva già detto su queste pagine che l'Italicum è incostituzionale. Secondo lei, alla luce delle modifiche di cui si sta parlando, è emendabile?
Certamente è emendabile. Il disegno di legge si può riportare a criteri corretti e soprattutto che inducano alla responsabilità i partiti politici. Basterebbe prevedere che, se non si raggiunge la soglia, non si distribuisce il premio e che per essere eletti deputati occorre raccogliere consensi con il voto di preferenza. Ma non mi sembra questo il caso e la circostanza che l'Italicum abbia oggi di fatto l'adesione del M5S è grave soprattutto per i cittadini che avevano votato Grillo, sperando di alimentare un circuito democratico. 

Renzi continua a ripetere che il sistema elettorale deve restituire un chiaro vincitore, sul resto si può discutere.
La teoria che si deve sapere chi vince, usata da Renzi, è una distorsione del principio democratico (vince chi ha la maggioranza dei voti, sic!) e sarà fonte di gravi irresponsabilità. Chiunque comprende che una cosa è governare con il 37/40 per cento dei voti e un premio del 15 per cento; un'altra avere la maggioranza assoluta dei seggi e più alla Camera dei deputati con qualsiasi percentuale anche del 20 per cento dei voti. Poco importa se ottenuta in una votazione di ballottaggio. Neppure il fascismo con la legge Acerbo osò tanto.

La Consulta boccerà di nuovo l'Italicum?