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SENATO E RIFORME/ Il giurista: tutto da cambiare, ecco perché

Pubblicazione:mercoledì 16 luglio 2014 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 16 luglio 2014, 17.58

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Dubito che la nuova legge elettorale verrà giudicata dalla Consulta, almeno nel breve periodo, e dubito persino che la Corte la sanzionerebbe. Il renzismo ha un credito sociale (ingiustificato) che il berlusconismo non ha mai avuto.

Renato Brunetta: "un Berlusconi riformatore è anche un Berlusconi innocente, le due cose vanno insieme".
Niente affatto. Non vanno insieme e se ne accorgerà Berlusconi per primo a sue spese. Dopo Milano, c'è Bari e poi ancora Napoli. Del resto, Berlusconi ha giocato male le sue carte quando era potente e adesso sembra che sia troppo tardi. 

Troppo tardi per cosa?
Chi sta giocando la vera partita in Italia, la cui posta è ben altra, aveva sperato in Berlusconi, ma ha cambiato opinione e l'appoggio che Berlusconi dà ora a Renzi non appare sufficiente a renderlo immune. Solo il popolo potrebbe salvare Berlusconi, ma anche quello sembra averlo abbandonato, né i suoi legionari sono in grado di tenere le truppe, anzi…

È per questo che ora Renzi ha ammesso al gioco M5S? Per fare a meno di Berlusconi?
Secondo me non c'è nessun rientro in scena di Grillo; se proprio devo essere sincero, vedo un Grillo che si prepara a lasciare la politica (ampiamente ricompensato dei sacrifici fatti) e un M5S totalmente nel caos; alcuni deputati e senatori del M5S forse continueranno a fare politica, ma la maggior parte dei deputati e dei senatori del Movimento, così come sono arrivati alle cariche, le perderanno, e amen.

Addirittura. E Renzi?
Anche per Renzi vale lo stesso e i voti che gli sono stati elargiti, possono essergli tolti; non è lui che include gli altri e le sue riforme sembrano non servire al Paese: il debito sale, l'economia ristagna e i poveri aumentano.

Cosa pensa delle critiche di "autoritarismo" di varia provenienza che piovono su Renzi?
Questo può essere il merito storico di Renzi: avere diminuito la democrazia e le garanzie, già di per sé poste a un livello molto basso. L'Italia è sempre stato problematicamente un paese democratico: i partiti-chiesa, la mancanza del senso civico, i servizi segreti deviati, le mafie, il terrorismo, la corruzione politica, la magistratura politicizzata, eccetera. Non siamo da tempo un modello di democrazia o di Stato di diritto.

Lei appare sempre più pessimista. Dove stiamo andando?
Non sono un veggente; da scienziato sociale mi limito a constatare quello che accade, avendo come parametri di giudizio alcuni principi (pochi per il vero) del moderno costituzionalismo. In ogni caso, la fine non è vicina, ma l'agonia del declino potrebbe essere ancora lunga. Mi dispiace, ma per essere ottimisti, fino in fondo, la volontà da sola non basta.



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