BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

NUOVO SENATO/ Sacconi: è la fine del "dispotismo" di Regioni e Comuni, ora le preferenze

Pubblicazione:

Maurizio Sacconi (Infophoto)  Maurizio Sacconi (Infophoto)

Il presidenzialismo è il naturale sviluppo di questa riforma. In particolare Ncd si è dato l’obiettivo di operare per ricostruire la coesione della nazione e l’unità dello Stato, superando i tanti processi di disgregazione che si sono determinati negli ultimi anni. Questo ci porta nel breve termine a proporre il trasferimento di alcune competenze dalle Regioni allo Stato, come l’ambiente, il lavoro e la protezione civile. E ci porta a chiedere nella Carta costituzionale il potere da parte dello Stato di commissariare Regioni e Comuni quando viene meno l’equilibrio strutturale dei loro bilanci. Allo stesso modo ci porta ad affermare il principio di sussidiarietà secondo il quale tutti i servizi pubblici locali devono essere affidati a privati sulla base di gare trasparenti in luogo della gestione pubblica qualora questa si riveli inefficiente.

 

Per Alfano Ncd non rinuncerà alle preferenze alla Camera. E’ un obiettivo realizzabile?

La legge elettorale ha il compito di riconciliare la società con le istituzioni. A questo scopo le preferenze rappresentano uno strumento importante, perché aumentano la capacità dei cittadini e ragionevolmente incoraggiano la partecipazione al voto. Non possono essere le temute patologie la ragione per cui si debba diffidare del popolo e non consegnare nelle sue mani il potere di scegliere gli eletti.

 

C’è ancora tempo per introdurre le preferenze nella legge elettorale?

Assolutamente sì, e sono anche ottimista.

 

Nel momento in cui Renzi dialoga con Berlusconi e con Grillo, quale peso contrattuale conserva Ncd?

Il peso contrattuale di Ncd è quello di una forza necessaria di maggioranza, alternativa al Pd ma utile allo stesso presidente del consiglio se vuole realizzare ciò che promette. Noi siamo una destra diversa in quanto l'altra destra si va caratterizzando per il suo scetticismo non solo nei confronti dell’Europa, ma anche nei confronti della nazione e dei suoi principi tradizionali. Noi siamo una destra che invece è saldamente ancorata ai principi della tradizione, una destra volitiva, che vuole il coraggioso ampliamento dell’Europa per farne veicolo di pace e sviluppo in una grande area del mondo, che difende con determinazione i valori della vita e della famiglia, che vuole uno Stato essenziale ma autorevole, che opera per una società libera e responsabile.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
17/07/2014 - commento (francesco taddei)

l'interesse nazionale son energia e trasporti e la messa in gara dell'affidamento dei servizi pubblici locali. sacconi ha fatto metà lavoro ma non lo dice.