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SCENARIO/ Rino Formica: meglio il presidenzialismo della dittatura alla Renzi

Matteo Renzi Matteo Renzi

Lo si vedrà in seguito, perché queste cose si sa sempre come cominciano e mai dove vanno a finire. Anche nel 1922 i liberali e una parte dei cattolici ritennero che il Fascismo fosse “una varicella”, e poi fu quello che fu. Quegli stessi liberali e cattolici che avevano accettato l’idea che Mussolini fosse un male passeggero poi diventarono antifascisti convinti e coraggiosi.

 

Renzi ha delle caratteristiche simili a Mussolini?

Io questi paragoni non li faccio, mi limito ad osservare che cosa mette in moto un determinato uomo politico. Renzi ha messo in moto e ha dato sfogo a pulsioni che sono sicuramente limitative della democrazia. Poi bisognerà vedere quali sono le capacità di resistenza del sistema, anche perché non credo assolutamente all’interno del Pd ci sia l’unanimità nei confronti dell’attuale segretario.

 

Il presidenzialismo non avrebbe però il vantaggio di separare nettamente potere esecutivo e legislativo?

Per essere una discussione seria e non una pezza sui buchi che si formano ogni giorno c’è bisogno di una grande discussione politica, e soprattutto di un’Assemblea costituente. Solo quest’ultima, convocata per cambiare la forma di Stato, può affrontare questo tema. Noi abbiamo attualmente un parlamento di nominati, di impediti e di dichiarati incostituzionali.

 

Oggi è davvero possibile convocare un’Assemblea costituente come nel 1946?

Sì, anche se per farlo occorre una legge costituzionale. Non è poi così complicato, basterebbe riprendere il disegno di legge Letta-Quagliariello-Franceschini. Quest’ultimo è stato presentato nell’attuale Parlamento sotto il governo Letta ma, dopo essere stato approvata in prima lettura sia alla Camera sia al Senato, in seconda lettura è stato insabbiato. Questa legge costituzionale stabiliva una procedura di revisione diversa dall’articolo 138, e basterebbe ritornare al suo testo per dare al Parlamento lo strumento di cui ha bisogno per fare le riforme in modo organico e completo.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
18/07/2014 - Che ne direbbe Mussolini? (Claudio Baleani)

Vorrei un po' scompaginare. "Noi ci permetteremo il lusso di essere aristocratici e democratici, conservatori e progressisti, reazionari e rivoluzionari, legalisti e illegalisti a seconda delle circostanze di tempo, di luogo e di ambiente” (Mussolini, 1921). Le parole nerborute di Mussolini colpiscono per la loro violenza. Mettiamo da parte questa sensazione e chiediamoci: ma che ha detto Mussolini? Che il fascismo può essere benissimo anche democratico. Il fascismo non si gioca sulla soppressione della democrazia, ma nel coagulare le classi sociali verso un progetto nazionale caratterizzato dallo statalismo e dalla delimitazione degli ambiti di competenza dei cittadini. Noi siamo vissuti nel fascismo. Un fascismo governato da un monopartitismo imperfetto, mentre prima, col duce, c'era un monopartitismo perfetto. Renzi con tutto questo non c'entra nulla. Attaccare Renzi per sospetto fascismo o atteggiamenti dittatoriali fa ridere i polli. La caciara sulla elezione diretta del senato è ridicola e sbagliata. Impantanare il parlamento non è democrazia.

 
17/07/2014 - la democrazia in pericolo (ANTOINE Reboul)

Dobbiamo essere tutti uniti per riuscire a sconfiggere il "Piano di rinascita democratica" della P2 riattualizzato da Renzi e Berlusconi! Noi intanto abbiamo sentito il dovere civico di andare, davanti al Senato, durante LE MANIFESTAZIONI di dissenso del 15 luglio 2014, a raccogliere qualche testimonianza per voi, affinché possiate farvi un'idea della protesta o approfondirla. E' un video da ascoltare, più che da vedere. Finalmente le varie anime della protesta si stanno UNENDO. Ed è questa la cosa più importante. Ci vorrà ancora un po' perché accada del tutto ma la strada sembra che stia diventando proprio questa. Secondo noi, è la strada giusta. Da vedere e da diffondere https://www.youtube.com/watch?v=3iKtq2tlYvk

 
17/07/2014 - Verso il presidenzialismo o altro? (maria schepis)

Lo scenario designato da Formica è inquietante, perché il decisionismo e la determinazione con cui Renzi ha ottenuto ciò che desiderava spiazzano un po'. La sua giovane età, la volontà presto palesata di far fuori tutti, perché un'aria nuova doveva arrivare, lo hanno certamente favorito, ma, alla prova dei fatti, il suo decisionismo non ha ancora prodotto nulla che possa far sperare in un "primavera" italiana. Lo slalom con cui ha fatto fuori Letta per accaparrarsi il semestre europeo o, paradossalmente, quel discorso in un incerto inglese, non degno di un capo di stato, mostrano quanto sia spregiudicato. Gli 80 euro prima delle elezioni hanno il sapore dell'opportunismo. Si fregia del 40% delle europee ma era un risultato prevedibilissimo. Il non ammettere repliche, l'aria annoiata e indifferente quando lo si critica esprimono una personalità certamente forte ma, se non si seguono tutti i passaggi democratici, non basta accordarsi privatamente con Berlusconi e governare con striminzite "larghe intese" per non dire che la democrazia potrebbe essere a rischio. Le riforme sono sacrosante, l'apparato pubblico è elefantiaco e farraginoso, va bene essere rapidi ma bisogna che la velocità non camuffi l'inganno. Simpatico e sveglio ma senza alcuna investitura popolare, e senza il desiderio di averla, sta costruendo una struttura politico istituzionale che può garantire a lui e ad altri nominati di perpetrare nel tempo il loro potere. Non credo che ciò porti al presidenzialismo ma al "renzismo".

 
17/07/2014 - Magnifico!!! (Luigi PATRINI)

Ottima analisi! Renzi ha davvero "pulsioni limitative della democrazia" e questa classe politica è proprio di "nominati, impediti e incostituzionali". Persone sagge ce ne sono, certo, in entrambe le Camere: speriamo abbiano la forza di mostrare gli ...attributi e di allargare il numero dei "seriamente preoccupati". Perché non costituire un'Assemblea ri-Costituente di 100 persone? I partiti presentino una lista unica nazionale; quorum richiesto? Ottenere l'1% dei voti espressi. Prefissare il tempo per presentare i lavori: 1 anno esatto. Poi referendum confermativo. Come il 2 giugno 1946. Con contestuale elezione di nuove Camere dimezzate nel numero dei rappresentanti. Entrambe dimezzate. Ma è chiedere troppo ad una classe politica di "nominati, impediti e incostituzionali"? Si potrebbero ...riscattare!