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SCENARIO/ Rino Formica: meglio il presidenzialismo della dittatura alla Renzi

Per RINO FORMICA, le dittature si sono sempre imposte sulla base del principio della velocità di decisione sbandierato da Renzi, che sta dando sfogo a pulsioni limitative della democrazia

Matteo Renzi Matteo Renzi

Maria Elena Boschi, ministro per le Riforme costituzionali, apre al presidenzialismo in un’intervista al quotidiano Avvenire. Al giornalista che le chiede che cosa ne pensi del fatto che Berlusconi avrebbe voluto allargare il patto per le riforme anche al presidenzialismo, il ministro risponde: “Non è questo il momento, il tema non è nell’accordo e non va affrontato ora. Ora va portata a compimento questa riforma. Poi, una volta approvata definitivamente, possiamo mettere a tema il presidenzialismo. Chiudiamo, poi apriamo un nuovo tavolo: oggi il presidenzialismo divide e rischia di far saltare una riforma ampia e articolata a cui stiamo lavorando da mesi”. Ne abbiamo parlato con Rino Formica, figura di spicco del Partito Socialista negli anni ’80 e ’90, ex ministro del Lavoro e per due volte ministro delle Finanze.

 

Che cosa ne pensa dell’apertura del ministro Boschi sul presidenzialismo?

E’ inutile parlare di presidenzialismo quando già le attuali riforme del Senato e della legge elettorale introducono una trasformazione dell’assetto istituzionale del Paese che va verso il presidenzialismo del segretario generale del partito di maggioranza relativa. C’è già un presidenzialismo nelle trasformazioni costituzionali in atto, e quando un partito di maggioranza relativa può avere la maggioranza assoluta nella Camera, per l’elezione del presidente della Repubblica e per la nomina dei dieci giudici costituzionali, è già un presidenzialismo completo.

 

Perché allora si torna a parlare di presidenzialismo proprio adesso?

Se ne parla per dare una legittimazione alla trasformazione che si sta compiendo senza una procedura straordinaria quale l’Assemblea costituente. Si sta procedendo a una profonda modificazione dell’assetto della forma di Stato attraverso la procedura prevista dall’articolo 138, che rappresenta un meccanismo di revisione costituzionale ai margini della Costituzione e non a partire dal suo cuore.

 

Dove si vuole arrivare con queste riforme?

Non conosco le reali intenzioni che le animano, perché per farlo bisognerebbe poter distinguere quanto è stupidità e quanto è intelligenza politica. Noto però che anche le dittature si sono sempre imposte sulla base del principio della velocità di decisione sbandierato in questo momento.

 

Davvero c’è il rischio che si vada verso una dittatura?


COMMENTI
18/07/2014 - Che ne direbbe Mussolini? (Claudio Baleani)

Vorrei un po' scompaginare. "Noi ci permetteremo il lusso di essere aristocratici e democratici, conservatori e progressisti, reazionari e rivoluzionari, legalisti e illegalisti a seconda delle circostanze di tempo, di luogo e di ambiente” (Mussolini, 1921). Le parole nerborute di Mussolini colpiscono per la loro violenza. Mettiamo da parte questa sensazione e chiediamoci: ma che ha detto Mussolini? Che il fascismo può essere benissimo anche democratico. Il fascismo non si gioca sulla soppressione della democrazia, ma nel coagulare le classi sociali verso un progetto nazionale caratterizzato dallo statalismo e dalla delimitazione degli ambiti di competenza dei cittadini. Noi siamo vissuti nel fascismo. Un fascismo governato da un monopartitismo imperfetto, mentre prima, col duce, c'era un monopartitismo perfetto. Renzi con tutto questo non c'entra nulla. Attaccare Renzi per sospetto fascismo o atteggiamenti dittatoriali fa ridere i polli. La caciara sulla elezione diretta del senato è ridicola e sbagliata. Impantanare il parlamento non è democrazia.

 
17/07/2014 - la democrazia in pericolo (ANTOINE Reboul)

Dobbiamo essere tutti uniti per riuscire a sconfiggere il "Piano di rinascita democratica" della P2 riattualizzato da Renzi e Berlusconi! Noi intanto abbiamo sentito il dovere civico di andare, davanti al Senato, durante LE MANIFESTAZIONI di dissenso del 15 luglio 2014, a raccogliere qualche testimonianza per voi, affinché possiate farvi un'idea della protesta o approfondirla. E' un video da ascoltare, più che da vedere. Finalmente le varie anime della protesta si stanno UNENDO. Ed è questa la cosa più importante. Ci vorrà ancora un po' perché accada del tutto ma la strada sembra che stia diventando proprio questa. Secondo noi, è la strada giusta. Da vedere e da diffondere https://www.youtube.com/watch?v=3iKtq2tlYvk

 
17/07/2014 - Verso il presidenzialismo o altro? (maria schepis)

Lo scenario designato da Formica è inquietante, perché il decisionismo e la determinazione con cui Renzi ha ottenuto ciò che desiderava spiazzano un po'. La sua giovane età, la volontà presto palesata di far fuori tutti, perché un'aria nuova doveva arrivare, lo hanno certamente favorito, ma, alla prova dei fatti, il suo decisionismo non ha ancora prodotto nulla che possa far sperare in un "primavera" italiana. Lo slalom con cui ha fatto fuori Letta per accaparrarsi il semestre europeo o, paradossalmente, quel discorso in un incerto inglese, non degno di un capo di stato, mostrano quanto sia spregiudicato. Gli 80 euro prima delle elezioni hanno il sapore dell'opportunismo. Si fregia del 40% delle europee ma era un risultato prevedibilissimo. Il non ammettere repliche, l'aria annoiata e indifferente quando lo si critica esprimono una personalità certamente forte ma, se non si seguono tutti i passaggi democratici, non basta accordarsi privatamente con Berlusconi e governare con striminzite "larghe intese" per non dire che la democrazia potrebbe essere a rischio. Le riforme sono sacrosante, l'apparato pubblico è elefantiaco e farraginoso, va bene essere rapidi ma bisogna che la velocità non camuffi l'inganno. Simpatico e sveglio ma senza alcuna investitura popolare, e senza il desiderio di averla, sta costruendo una struttura politico istituzionale che può garantire a lui e ad altri nominati di perpetrare nel tempo il loro potere. Non credo che ciò porti al presidenzialismo ma al "renzismo".

 
17/07/2014 - Magnifico!!! (Luigi PATRINI)

Ottima analisi! Renzi ha davvero "pulsioni limitative della democrazia" e questa classe politica è proprio di "nominati, impediti e incostituzionali". Persone sagge ce ne sono, certo, in entrambe le Camere: speriamo abbiano la forza di mostrare gli ...attributi e di allargare il numero dei "seriamente preoccupati". Perché non costituire un'Assemblea ri-Costituente di 100 persone? I partiti presentino una lista unica nazionale; quorum richiesto? Ottenere l'1% dei voti espressi. Prefissare il tempo per presentare i lavori: 1 anno esatto. Poi referendum confermativo. Come il 2 giugno 1946. Con contestuale elezione di nuove Camere dimezzate nel numero dei rappresentanti. Entrambe dimezzate. Ma è chiedere troppo ad una classe politica di "nominati, impediti e incostituzionali"? Si potrebbero ...riscattare!