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CASO RUBY/ Polito: una sconfitta dei pm che resuscita Berlusconi

Pubblicazione:sabato 19 luglio 2014

Silvio Berlusconi (Infophoto) Silvio Berlusconi (Infophoto)

Silvio Berlusconi è stato assolto dai magistrati della seconda Corte d’appello di Milano, che lo hanno scagionato dalle accuse di prostituzione minorile e concussione nel processo Ruby. Per quanto riguarda l’accusa di prostituzione minorile, i giudici hanno stabilito che i fatti contestati “non costituiscono reato”, mentre per quanto riguarda la concussione, cioè l’accusa di avere costretto i funzionari di polizia a rilasciare Ruby, “il fatto non sussiste”. Ne abbiamo parlato con Antonio Polito, editorialista del Corriere della Sera.

 

Polito, se Berlusconi è il vincitore, chi sono gli sconfitti? La Procura di Milano, Bruti Liberati, la Boccassini?

C’è poco da discutere, perde chi aveva impostato l’accusa e perdono anche i giudici di primo grado, che avevano addirittura identificato un reato più grave e quindi irrogato una pena maggiore di quella chiesta dalla Procura. La Boccassini aveva chiesto la pena prevista per il reato di induzione alla prostituzione, i giudici avevano ritenuto che Berlusconi fosse colpevole nientemeno che di “costrizione alla prostituzione minorile”.

 

In settimana, prima della sentenza di ieri, Brunetta ha dichiarato che “se Berlusconi è riformatore, è anche innocente”. Che ne pensa?

Non vedo il nesso tra le due cose. Berlusconi potrebbe essere riformatore e colpevole, o innocente e conservatore. Nell’impostazione politica tradizionale di Forza Italia e Pdl è stato istituito questo nesso, tale per cui se Berlusconi è assolto allora partecipa da statista alla vita politica nazionale, se invece è condannato si rifiuta di farlo ed esce dal governo. E’ avvenuto quando Forza Italia è uscita dalla maggioranza che sosteneva Enrico Letta, in seguito alla condanna in Cassazione. Non si capiva allora perché Berlusconi reagì politicamente alla sentenza, non si capirebbe adesso se facesse altrettanto di fronte all’assoluzione sul caso Ruby.

 

La sentenza dei giudici c’entra con la linea politica seguita da Berlusconi negli ultimi mesi, e in particolare con l’accordo con Renzi?

Molti lo diranno, e in tanti hanno già introdotto questo sospetto. Io ritengo che non sia così, perché ho abbastanza stima e fiducia nei confronti delle corti di giustizia per ritenere che giudichino sulla base delle prove addotte nel processo, anziché su contingenze politiche esterne.

 

Quali saranno ora le conseguenze politiche della sentenza sul caso Ruby?



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COMMENTI
19/07/2014 - I giudici e il giudizio (luisella martin)

L'accusa infamante, per la verità poco credibile, fatta a Berlusconi, di indurre giovani donne alla prostituzione ha indotto molta della gente che lo aveva votato a ritirare la fiducia accordatagli ed ha convinto i suoi avversari della giustezza delle loro tesi. In realtà sarà impossibile raccogliere tutte le penne della gallina-Berlusconi sparse al vento e riappiccicarle sul medesimo! La vera sconfitta, perciò è la nostra, quella di aver giudicato senza volere essere, a nostra volta, giudicati. La sentanza dovrebbe indurre tutti noi, specialmente se cristiani, a non giudicare alcuno, se non noi stessi!