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SENATO & ITALICUM/ Quagliariello: mettiamo le preferenze, basta coi "nominati"

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Gaetano Quagliariello (Infophoto)  Gaetano Quagliariello (Infophoto)

Il problema è che questo bicameralismo fa saltare il sistema generale di pesi e contrappesi. L’equilibrio, però, non può essere ricercato impedendo la riforma del bicameralismo, bensì modificando altre parti del sistema, in particolare la forma di governo e la legge elettorale. Se abbiamo un Senato selezionato attraverso elezioni di secondo grado, non possiamo avere una legge elettorale che con il 37% dà la maggioranza assoluta. La quota del 37% è troppo bassa perché si rischia di creare una deriva troppo favorevole alla maggioranza. E soprattutto non possiamo avere una camera di secondo grado e un’altra di nominati. Quelle parti vanno quindi riviste. Un’elezione diretta del presidente della Repubblica, in questo nuovo assetto dei poteri, potrebbe essere preferibile rispetto a una platea molto ristretta nella quale chi vince le elezioni poi rischia di prendersi anche il capo dello Stato.

 

Quindi è d’accordo con il ministro Boschi, secondo cui dopo la riforma del Senato si discuterà di presidenzialismo?

Quello tracciato dal ministro Boschi è un disegno coerente. Poiché però Forza Italia ha fatto fallire il comitato, noi ora dobbiamo fare le riforme a pezzi. Per questo è ancora più importante avere una visione d’insieme, e utilizzare tutta questa legislatura per fare le riforme.

 

Quanto siete disposti a dare battaglia sulle preferenze?

Siamo disposti a dare battaglia fino in fondo perché oggi le preferenze sono più importanti di ieri. Non sono particolarmente amante delle preferenze, perché comprendo che hanno delle controindicazioni. Non comprendo però perché le preferenze vadano bene per Parlamento Ue, Regionali e Comuni, e non vadano bene solo per la Camera dei deputati. Inoltre non è pensabile che una camera sia eletta al secondo grado e l’altra sia di nominati. La rappresentanza ha i suoi diritti, e lo affermo pur tenendoci tantissimo alla governabilità.

 

Pur di avere le preferenze siete pronti a dialogare con Grillo?

Le riforme si fanno con tutti, e se il M5S dice delle cose esatte non ci tireremo certo indietro perché le ha dette il M5S. Anche un orologio rotto segna l’ora esatta due volte al giorno. Sulle preferenze e sul fatto che la legge elettorale deve incominciare dai partiti e non invece dalle coalizioni, le nostre posizioni sono molto simili a quelle del M5S.

 

(Pietro Vernizzi)



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